Risultati Serie A: la Roma spegne le luci al San Siro

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MILAN – ROMA 1-4

Tornano le serate di gala al San Siro. Milan-Roma è uno spettacolo da non perdere, gli ultras rossoneri regalano una bella coreografia al rivale di sempre Francesco Totti. La Roma passa in vantaggio dopo solo 8 minuti: triangolazione tra Salah e Dzeko e gol del serbo, che insacca alle spalle di Donnarumma. Dopo 20 minuti, il numero 9 raddoppia, di testa, finalizzando un calcio d’angolo di Paredes. Il Milan è assente. Donnarumma fa gli straordinari e salva due volte dal 3-0 deviando i tiri di Perotti e Nainggolan sul palo. Montella manda in campo Bertolacci al posto di Mati Fernandez. Perotti si infortuna e viene sostituito da El Shaarawy. Entra in campo anche Ocampos. Dopo mezz’ora del secondo tempo, i rossoneri, a sorpresa, riaprono il match: sugli sviluppi di un angolo, Ocampos serve Pasalic, che in tuffo insacca. La Roma avverte l’allarme e dopo due minuti arriva il tris giallorosso: Dzeko fa sponda e El Shaarawy piazza il destro all’angolo, ma non esulta. Dzeko viene chiamato in panchina, ma Se non regala minuti a Totti, invocato dal pubblico, preferendogli Bruno Peres. Sul finale, Paletta butta giù Salah in area e viene espulso, De Rossi dal dischetto realizza il penalty.

LAZIO – SAMPDORIA 7-3

Lazio a valanga sulla Sampdoria ed Europa conquistata. Gol a valanga nelle ultime giornate per la squadra di Inzaghi. La Samp, invece, fatica in questo finale di stagione. I biancocelesti passano subito in vantaggio al secondo minuto: bel cross di Milinkovic-Savic per Keita, che non ha problemi a battere Puggioni. Solo 17 minuti e i padroni di casa raddoppiano: Keita viene atterrato in aria da Skriniar, espulso, e Immobile segna il 2-0. La Samp risponde al 32′ con Linetty che con un mancino angolato riduce le distanze. La partita è vivissima e al 36’, Hoedt sugli sviluppi di un angolo battuto da Biglia non sbaglia il tap-in vincente e fa 3-1. I blucerchiati si sgretolano e due minuti dopo c’è ancora un rigore per i laziali: Regini commette fallo su Lulic e Felipe Anderson concretizza il penalty. Non è finita, perché prima del fischio finale della prima frazione la Lazio segna ancora: Biglia serve De Vrij e il centrale difensivo da circa 20 metri insacca il 5-1. Patric e Murgia, nel secondo tempo entrano al posto di De Vrij e Milinkovic. Al 65’, ecco il sesto gol degli aquilotti con Lulic di testa su assist di Patric. Al 70’ arriva anche il 7-1: Keita serve Immobile, che ci mette il piede e batte ancora Puggioni. Moto d’orgoglio della Samp, Quagliarella sale in cattedra: l’attaccante campano accorcia le distanze prima al 72’ su lancio di Regini e poi al 90′ su rigore causato da Wallace. La Samp perde, ma almeno salva in parte la faccia.

SASSUOLO – FIORENTINA 2-2

La Fiorentina è sempre più lontana dall’Europa. Il pareggio con il Sassuolo allontana sempre di più la squadra di Sousa dal sogno stellato. Il Sassuolo parte meglio e dopo solo 4 minuti colpisce una traversa sul tiro di Duncan deviato da Tatarusanu. Dopo quattro minuti il portiere viola salva ancora su Berardi. La Fiorentina contrattacca ed al 33’ guadagna un rigore per un fallo di Adjapong su Bernardeschi. Kalinic si presenta dal dischetto, ma Consigli salva il risultato. Al 37′, però, i viola passano in vantaggio: Borja Valero trova Chiesa solo in area, che controlla e sigla il vantaggio. Nella seconda frazione gli emiliani cercano il pareggio, ma la difesa avversaria è ben organizzata. Al 69′ viene annullato un gol a Bernardeschi per sospetto fuorigioco, e poco dopo tocca la stessa sorte a Berardi. Al 73’ ecco il pareggio neroverde, ancora su un rigore assegnato: Gonzalo Rodriguez viene espulso nell’occasione e Politano realizza l’1 -1 battendo Tatarusanu. All’85’ il Sassuolo ribalta il match, con Iemmello di testa, ma la Fiorentina non cede ed all’ultimo secondo di recupero pareggia i conti con l’eurogol di Bernardeschi.

PESCARA – CROTONE 0-1

Le vittorie di Genoa ed Empoli condannano, anche se non matematicamente, il Crotone ad una probabile retrocessione. I calabresi hanno iniziato a macinare punti su punti troppo tardi, quando il distacco sulle altre squadre è ormai diventato troppo sostanzioso. Nel primo tempo l’unica occasione del match è sui piedi di Bahebeck, che dopo aver saltato Cordaz conclude troppo debolmente e permette a Ferrari di evitare il gol. Nella seconda frazione, al 65′ arriva il gol di Tonev con un bel tiro dal limite. Poi, il vuoto fino al fischio finale, quando viene espulso Benali per proteste per un rigore non concesso.

GENOA – INTER 1-0

L’Inter non c’è più. Ormai da alcune settimane il giocattolo di Pioli si è rotto e lo conferma il match di oggi contro il Genoa. La gara si infiamma già dopo cinque minuti per un rigore non fischiato a Simeone, che scatta in fuorigioco, anche questo non segnalato. Il Cholito si fa male ed è costretto ad uscire dal campo di gioco, sostituito da Pandev. I nerazzurri non riescono a costruire e allora cercano il jolly da fuori, ma Lamanna chiude su Eder e D’Ambrosio. Sul finale del primo tempo Candreva non arriva a concretizzare un tap-in che sarebbe valso il vantaggio. La partita riserva poche emozioni e l’unico lampo si vede al 70′, quando Cataldi libera Veloso che colpisce la traversa, che favorisce il tap-in semplice di Pandev. Uno a zero Genoa e crisi Inter. Pioli vuole rimontare e manda in campo Gabigol e Palacio per Icardi ed Eder. Nel finale viene assegnato un rigore all’Inter per mani di Burdisso, ma Lamanna neutralizza il penalty di Candreva. Prima del fischio finale espulso Kondogbia. Tanta amarezza per i tifosi nerazzurri.

CHIEVO – PALERMO 1-1

È arrivato il verdetto: il Palermo è matematicamente in Serie B. Niente di inaspettato, dunque. Il Chievo imbriglia i rosanero sull’1-1 e li condanna. Per la prima volta in questa stagione, Nestorovski non è in campo, sostituito da Sallai e Diamanti. Nel Chievo c’è Pellissier davanti a Castro e Birsa. Partita poco viva nel primo tempo. Entrambe le squadre protestano per episodi arbitrali: prima Pellissier per un intervento di Cionek, poi Sallai a cui viene annullato un gol al 32′ per fallo su Cesar. Nel secondo tempo la partita è un po’ più viva ed al 67′ il Chievo passa avanti con Pellissier su rigore per un fallo di Bruno Henrique su Inglese. Il Palermo reagisce e Sorrentino deve fare gli straordinari per mantenere inviolata la porta. Nel finale, però. arriva il pari con Goldaniga, che, al volo, di destro, sfrutta un assist involontario di Pellissier. La morale non cambia: il Palermo è in Serie B.

JUVENTUS – TORINO 1-1

La Juventus ha rischiato tanto. Non per quanto riguarda un campionato di Serie A già chiuso, ma per un derby della Mole a cui i tifosi tengono particolarmente e stava andando perduto. Allegri vara il turn-over e lascia in panchina Buffon, Chiellini, Alex Sandro, Dani Alves, Pjanic e Higuain. Dentro Neto, Benatia, Lichsteiner, Asamoah, Rincon e Sturaro, con Mandzukic nel ruolo ormai dimenticato di prima punta. Mihajlovic, invece, smentisce le previsioni e lascia fuori Iturbe, schierando un modulo specchio con Ljajic, Boyé e Iago Falque dietro a bomber Belotti. Dopo appena 15 minuti, la traversa salva il Toro dallo svantaggio, sul colpo di testa di Benatia. Durante la prima frazione, i granata non si rendono mai pericolosi. Dybala è un funambolo, ma si divora l’occasione del vantaggio, concludendo addosso ad Hart dopo un’ottimo scambio con Mandzukic. Il secondo tempo mette in mostra un match completamente diverso e il Torino passa in vantaggio al 52′: calcio di punizione di Ljajic sotto il sette e Neto non può far nulla. Cinque minuti più tardi, però, l’episodio che cambia il match: Acquah, già ammonito, interviene bruscamente in scivolata su Mandzukic, toccando prima il pallone, e viene espulso. Vibranti proteste di Mihaijlovic, che viene espulso in preda alla rabbia. Allegri manda in campo Higuain al posto di Sturaro e Pjanic e Alex Sandro per Rincon e Dybala. Il Toro si difende con Benassi al posto di Boyé. Khedira e Bonucci sprecano due buone occasione per pareggiare, ma il finale di partita è un assalto bianconero. A risolverla ci pensa sempre lui, Gonzalo Higuain, al 92′, con un diagonale che batte Hart. Lo Stadium esulta, scacciando via la paura di una sconfitta in casa dopo una serie positiva infinita.

NAPOLI – CAGLIARI 3-1

Da un lato un Napoli in lotta per il secondo posto in classifica in Serie A, dall’altro un Cagliari che non ha più nulla da chiedere al campionato. Se contiamo anche che oggi è il compleanno di Dries Mertens, la frittata è fatta. Sarri e Rastelli non propongono sorprese, in campo ci sono i soliti 11. Pronti-via e il centravanti belga del Napoli festeggia i 30 anni con un gol. Cross di Ghoulam, Mertens anticipa Salomon e spedisce la palla in rete con un tiro al volo di destro. Uno a zero Napoli e match già in discesa. Dries è scatenato, Murru gli nega la gioia della doppietta salvando la sfera sulla linea. Al 29′ Insigne, tutto solo, spreca addosso al portiere avversario una nitida occasione su assist di Hamsik. Il numero 17 partenopeo prova un pallonetto da distanza esagerata, che finisce di poco a lato. Inizia la seconda frazione e la storia non cambia: al 50′, neanche il tempo di riprendere i ritmi di gioco, Mertens batte Rafael con un destro preciso da fuori area. Il Cagliari è in bambola e rischia la brutta figura. Prima Albiol colpisce la traversa su calcio d’angolo, poi, Insigne, al 68′, cala il tris su assist di Mertens. I ritmi si stabilizzano, a fine partita Farias accorcia le distanze con il gol bandiera, scavalcando Reina con un bel destro. Tre a uno il risultato finale, il Napoli attende e tifa Milan.

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