Guardiani della Galassia vol.2, i Guardani in cima all’universo Marvel

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I Guardiani della Galassia vol. 2 è un film del 2017 scritto e diretto da James Gunn.  Il film è il sequel di Guardiani della Galassia e la quindicesima pellicola del Marvel Cinematic Universe. È stato distribuito dalla Walt Disney. In Italia, in particolare, il 25 aprile 2017.

Tutto il film marcia sul crinale della parodia e del superhero movie. A differenza del primo, di perfetta concezione e spensierato, questo secondo volume risente del peso e per tenere alto il livello flirta con la parodia, dando al film quell’aria disincantata e da spacconi con cui Han Solo e Jack Burton hanno salvato il fantasy. Per mantenere l’efficacia, il rapporto tra i “guardiani” cambia, diventando una squadra, una famiglia e non funzionano più per opposizione come nel primo volume. Nonostante l’idea di Gunn di far parcheggiare i personaggi su un pianeta e farli parlare dei propri problemi possa risultare moscia, è tutto sempre accompagnato da un apprezzabilissimo umorismo, vivace e divertente (parrebbe che Drax sia diventato il personaggio preferito per le varie gag).

La parte più interessante dei Guardiani della Galassia vol. 2 è come cerchi di sublimare sempre più gli anni ’80. Dalla colonna sonora all’uso di personaggi in voga a quei tempi, James Gunn non vuole creare un revival di quegli anni, ma l’intenzione sembra essere quella di farli vedere attraverso gli occhi di un bambino vissuto in quel periodo, con le proprie fantasie. Gunn, infatti, cerca ciò che l’ha fece sognare da bambino ed è per questo che il volume 2 risulta essere il film più personale degli ultimi tempi.

La pellicola non è soltanto umorismo e battute scurrili, infatti, sembra far tornare di moda l’eroe che non ha paura di mostrare il proprio lato tenero con una donna forte a suo fianco. Per l’occasione vengono riportati in vita tutti i “macho” degli anni ’80 come Kurt Russell, il padre di Quill, dio supremo di nome Ego; Sylvester Stallone re dei ladri; ma trovano posto anche Michelle Yeoh, Vig Rhames e Michael Rooker.

Un altro tema importante è quello della paternità. Gunn mette in scena un triello che implica una scelta tra padre di sangue o di adozione. Infatti, Peter, nato da un dio e poi adottato da un ladro, vede in quest’ultimo l’autentica figura paterna, specchio della sua natura umana e imperfetta.

Sicuramente non manca l’azione, che raggiunge il culmine nella lotta finale sul pianeta di Ego il quale si trasforma in una macchina di distruzione galattica (come la morte nera di Darth Vader).

Ed è dal set di Non Aprite Quella Tapparella, un docufilm che studia i comportamenti e le interazioni ambientali di un esemplare rarissimo di studentessa, che strappata al suo piumone naturale e trapiantata nella vita responsabile, che scrivo. Il primo ciak non è andato molto bene dato che non è suonata la sveglia. Ciao mamma.


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