Meningite fulminante, muore a Imola un uomo di 66 anni

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Un uomo di 66 anni è morto a Imola colpito da meningite fulminante. L’allarme era scattato venerdì sera quando, a causa di una febbre molto alta, l’uomo è stato ricoverato presso il reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria della Scaletta. È morto nella serata di sabato. Ora è arrivata la conferma che si è trattato di meningite batterica da meningococco.

Avviata la profilassi

Il Dipartimento di Sanità pubblica dell’Asl di Imola sta effettuando controlli. Sulle persone entrate in contatto con la persona morta, invitandoli alla profilassi antibiotica. Profilassi già effettuata sugli operatori sanitari che si erano occupati dell’uomo morto di meningite.

Il meningococco è un batterio che si trasmette per contagio diretto. Ossia attraverso le goccioline di saliva o muco emesse parlando, tossendo o starnutendo.

Pertanto una semplice profilassi antibiotica è raccomandata, in via del tutto precauzionale. Ma solo per le persone che abbiano avuto contatti molto ravvicinati con il soggetto infetto nei dieci giorni precedenti all’esordio dei sintomi. Il periodo di incubazione del meningococco è infatti compreso tra due e dieci giorni.

Non bisogna però allarmarsi. Questo germe è normalmente presente nelle prime vie aeree di circa il 5-10% della popolazione e solo raramente provoca meningite o setticemia.

Inoltre si tratta di un batterio molto sensibile all’azione dell’aria, della luce, a tutti i disinfettanti ed alle normali misure di pulizia. Nell’ambiente esterno e quindi, al di fuori delle persone che lo ospitano, viene rapidamente distrutto.

Non è ancora noto il siero gruppo di meningococco, (A, B, C, W135 o Y) che ha causato la meningite fulminante che ha colpito il sessantaseienne.


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