Wineleather: la pelle vegetale creata dagli scarti del vino

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Vincitore del Global Change Award, il concorso ideato dalla H&M Foundation per supportare le avanguardie della moda sostenibile, Wineleather è una pelle vegetale, made in Italy, ottenuta dai rifiuti prodotti durante la vinificazione.

Una pelle vegetale creata dagli scarti del vino.

L’idea nasce da Gianpiero Tessitore. Un architetto che, alla ricerca di materiali naturali, ha deciso di trovare una soluzione a basso impatto ambientale. “È nata quindi l’esigenza di creare un’alternativa alle solite pelli animali e sintetiche. Causa di inquinamento durante il loro processo produttivo e il loro smaltimento per via dell’utilizzo di sostanze non rinnovabili, oltre che impattanti”, spiega l’architetto.

Grazie alle ricerche condotte, insieme al chimico ambientale e consulente dell’Università di Firenze, Francesco Merlino, l’architetto ha scoperto il potenziale che risiedeva nelle vinacce: fibre e oli ideali per la produzione di una similpelle vegetale. Si tratta di “un modello di economia circolare collegato alla filiera vinicola. In uno scenario in cui i rifiuti diventano la risorsa che dà vita a un prodotto innovativo dal grande valore aggiunto”, sia per l’industria conciaria e che per la moda.

Ogni anno si ricavano quasi 7 miliardi di chili di vinaccia da utilizzare nella produzione di Wineleather. I dati sono molto promettenti. In Italia il vino è uno dei prodotti più redditizi per l’economia nazionale, soprattutto in termini di export. “Ad oggi l’Italia è il più grande produttore. Ciò, ovviamente, gioca un ruolo importantissimo nel rendere il nostro Paese il territorio ideale per la lavorazione di Wineleather”.


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