Legge di riforma sul lavoro autonomo, le novità per i freelance

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Il Ddl su lavoro autonomo e agile è legge, ha incassato l’ok definitivo da parte dell’Aula di palazzo Madama che lo ha approvato. I sì sono stati 158, 9 i no e 45 gli astenuti.

Le novità

Pagamento fattura: I ritardi nei pagamenti pregiudicano la liquidità di molti lavoratori autonomi. Su questo punto il Jobs Act è intervenuto riducendo da 90 a 60 i giorni massimi per il saldo delle fatture. Mai più attese oltre i due mesi. Tutte le clausole che prevedono tempi più lunghi saranno considerate abusive.

Partita IVA e spese deducibili: Le spese deducibili per corsi di aggiornamento professionale e orientamento verranno estese rispettivamente a 10 e 5 mila euro.

 

Diritto alla disconnessione:  Il Jobs Act della partita IVA consacra anche il diritto alla disconnessione. Committente e lavoratore infatti sono tenuti a prevedere dei giorni di recupero e tempi di riposo.

Malattia e infortunio: A coloro che svolgono un’attività continuativa per un committente unico, sarà garantito il proseguimento della collaborazione. Per chi invece è costretto a sospendere la collaborazione a causa di malattia per più di 60 giorni, è prevista la possibilità di interrompere il versamento dei contributi fino ad un massimo di due anni.

Congedo parentale

Per quanto concerne il congedo parentale la legge prevede che venga esteso a sei mesi, e sarà possibile usufruirne entro i tre anni dalla nascita del figlio.

Il disegno di legge è frutto del lavoro del professor Maurizio Del Conte (Presidente dell’Agenzia Nazionale per le Politiche attive del lavoro) e dei consiglieri Leonardi e Nannincini.

È stata resa permanente, dal 1° luglio, l’indennità di disoccupazione (Dis-Coll) per i collaboratori coordinati e continuativi. Iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps (non pensionati e privi di partita Iva), estendendo, per la prima volta, l’ammortizzatore ad assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio.
Tutte le amministrazioni pubbliche debbano promuovere, in qualità di stazioni appaltanti, la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per le prestazioni di servizi; e ai bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca (senza fare così concorrenza alle imprese).

Confermato poi per i lavoratori autonomi che prestino la loro attività in via continuativa per il committente, la conservazione del rapporto di lavoro. Per un periodo non superiore a centocinquanta giorni per anno solare, in caso di gravidanza, malattia o infortunio.


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