“Non curerò chi non ospiterà i migranti”: è polemica sui social

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“Non curerò coloro che si rifiuteranno di ospitare i migranti. Se non in caso di pericolo di vita o se si configurassero le condizioni di denuncia per omissione di soccorso.” E’ cominciata così, la sera del 25 aprile, la “resistenza” del medico di Santa Croce di Cuneo, Corrado Lauro. Questo post pubblicato sui social ha chiaramente fatto esplodere una rovente polemica.

Il fatto

Il Dottor Lauro ha scritto il post dopo aver letto un cartello esposto da alcuni abitanti di una frazione di Cuneo. Il cartello recitava: “Noi i negri non li vogliamo. Non è un consiglio, è una minaccia”.

Forte, quindi, la protesta contro il piano di accoglienza di 25 migranti. Altrettanto forte e provocatoria, però, la reazione del medico, su cui si sono subito accesi i riflettori.

Proprio oggi il medico originario di Saluzzo ha deciso di affrontare i cronisti e ha esposto le proprie motivazioni. «Ho scritto che sarebbe cominciata la mia resistenza,  quella sera su Facebook, per condannare i toni inaccettabili di un manifesto razzista e anonimo.

“Mai da dipendente di un ospedale mi permetterei di discriminare un paziente, chiedergli idee politiche, provenienza, tifo calcistico. Ma devo far rilevare che, con chi ha certe idee, diventa impossibile stabilire un rapporto empatico necessario tra paziente e medico curante”.

Sui manifesti razzisti sta indagando la Digos, ma la questione ha ovviamente acceso la polemica. Prima un tesissimo dibattito in Consiglio comunale, poi gli attacchi, con strepiti e urla, al vescovo di Cuneo Piero Delbosco. Il clericale aveva deciso, infatti,  di incontrare 400 frazionisti nell’ex palestra della Media 4, in quanto gli spazi non erano più sufficienti.

Corrado Lauro ha poi concluso: «Le polemiche delle ultime ore? Non me le aspettavo e sono l’aspetto inquietante di questa vicenda: così non si discute del volantino anonimo, ma di un post firmato sui social network».


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