Facebook condannato dall’Ue a pagare una multa da 110 milioni di euro

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L’Antitrust Ue ha inflitto una maximulta da 110 milioni di euro a Facebook. L’accusa è di aver fornito informazioni fuorvianti nel momento dell’acquisto di Whatsapp.

Inizialmente Facebook aveva assicurato alla Commissione Ue di non poter fare collegare gli account Facebook con quelli di Whatsapp. Cosa invece realizzata nel 2016. “Le società devono rispettare le regole Ue, incluso l’obbligo di fornire informazioni corrette”, ha dichiarato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.

Il regolamento

Il regolamento sulle concentrazioni obbliga le imprese sotto inchiesta a fornire informazioni esatte e non devianti e tale obbligo si applica indipendentemente dal fatto di sapere se tali informazioni hanno un’incidenza sul risultato finale della valutazione dell’Antitrust.

Quando tre anni fa Facebook notificò l’acquisizione di WhatsApp a Bruxelles, informò la Concorrenza che non sarebbe stata in grado di stabilire in modo affidabile l’associazione automatica tra i conti degli utilizzatori di Facebook e quelli di WtahtsApp. Indicando questa situazione nel formulario di notifica e in una risposta specifica a una richiesta di ulteriori informazioni da parte della Commissione.

Nell’agosto 2016 WhatsApp ha annunciato l’aggiornamento delle condizioni generali di utilizzo e della sua politica di confidenzialità, compresa la possibilità di associare i numeri di telefono degli utilizzatori di WhatsApp ai profili degli utilizzatori di Facebook.

Lo scorso dicembre la Commissione ha inviato a Facebook una comunicazioni di rilievi esponendo una serie di preoccupazioni. Contrariatemente a quanto dichiarato dalla società nel 2014, la possibilità tecnica di associare le identità degli utilizzatori di Facebook e di WhatsApp esistevano già allora e i dipendenti di Facevook ne erano già al corrente.

In ogni caso Bruxelles considera che le informazioni inesatte o devianti fornite da Facebook non hanno inciso sulla decisione di autorizzazione. Inoltre, indica l’Antitrust europeo, «la decisione sulla multa non è legata a procedure nazionali antitrust in corso nè a problemi di rispetto della vita privati, della protezione dei dati o della protezione dei consumatori che rischiano di porsi in seguito all’aggiornamento, previsto lo scorso agosto, delle condizioni generali di utilizzato e della politica di confidenzialità di WhatsApp».

Multe fino all’1% del fatturato annuo

Sulla base delle regole Ue, la Commissione può infliggere multe fino all’1% del giro d’affari annuale. Fb ha commesso due infrazioni distinte fornendo informazioni inesatte o devianti da una parte nel formulario i notifica dell’acquisizione di WhatsApp, dall’altra parte della risposta a una domanda di Bruxelles. La Commissione considera tali infrazioni «gravi perché le hanno impedito di disporre di tutte le informazioni necessarie alla valutazione dell’operazione».

Inoltre, l’Antitrust europeo considera che i dipendenti di Facebook erano informati della possibilità di associare gli utilizzatori e che Facebook era consapevole dell’importanza di questo aspetto per la valutazione comunitaria. Di qui la sua negligenza nella violazione degli obblighi procedurali. La Commissione ha tenuto comunque conto di una circostanza attenuante. Fb ha collaborato e riconosciuto di aver violato le regole e rinunciato ai diritti procedurali di chiedere l’accesso al dossier e a una audizione, scelte che hanno permesso alla Commissione di facilitare l’analisi e la valutazione.


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