Fincantieri firma l’acquisizione del 66,66% del capitale di STX France

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Firmato oggi l’accordo di compravendita da Fincantieri per l’acquisizione del 66,66% del capitale di STX France dal suo attuale azionista STX Europe.

Un’accordo che prevede un prezzo di acquisto per la quota oggetto dell’operazione di 79,5 milioni di euro, che Fincantieri pagherà tramite risorse finanziarie disponibili.

La restante quota del 33,34% di Stx France è di proprietà dello Stato Francese con il quale Fincantieri proseguirà ora i negoziati per concludere gli accordi di governance fra i futuri azionisti di Stx France.

Cosa prevedono gli accordi

Gli accordi prevedono che Fincantieri avrà il 48% di Stx France, la Fondazione Cassa di Risparmio Trieste il 7%, mentre lo Stato Francese mantiene una minoranza con potere di blocco del 33% e la francese Dcns avrà il 12%. La firma dell’accordo di compravendita di Stx arriva nel giorno in cui Fincantieri riunisce a Trieste l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2016 che, dopo anni in rosso, si è chiuso con il ritorno all’utile del colosso navalmeccanico (14 milioni di euro, rispetto a una perdita di 289 milioni nel 2015).

Agli azionisti Fincantieri si presenta con una prima trimestrale 2017 che conferma i target del piano industriale, una crescita dei ricavi del 5,3%, un’Ebitda margin al 6% (in netto miglioramento rispetto al 4,9% del 31 marzo 2016) e un carico di lavoro complessivo di 26,6 miliardi di euro pari a circa sei anni di lavoro se rapportato ai ricavi del 2016. Dopo l’annuncio della firma per l’acquisizione del 66,66% di Stx, in Borsa stamani Fincantieri sale dell’1,8% a 0,89 euro, ben al di sopra del prezzo di collocamento delle azioni sul mercato, che è stato di 0,78 euro ad azione nel luglio 2014.

 

L’apprezzamento del ministro Calenda

Parole di apprezzamento sull’operazione sono arrivate anche dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Si tratta, ha detto, “di una grande operazione di politica industriale europea che darà vita ad un campione globale del settore della navalmeccanica e della cantieristica. Si dimostra una volta di più come l’industria possa e debba rivestire una funzione chiave nella costruzione del futuro dell’Europa così come è stata al cuore del progetto europeo fin dalle sue origini”.

“Le due società – ha detto l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono in assemblea – insieme hanno un backlog di lavori per 36 miliardi, “speriamo di arrivare a 40 entro fine anno”. Riguardo alla sola Fincantieri, Bono ha detto che rispetto agli ordini per 24 miliardi a fine marzo conta di arrivare a fine anno a 30 miliardi. “Se poi arriva un contratto grande sul militare possiamo superare questa cifra di molto”, ha aggiunto bono, ricordando che fincantieri è in short list in australia per fregate da costruire in loco: “è un programma di dimensioni colossali”.

Nell’assemblea che ha dato il via libera al bilancio, l’ad ha confermato che tornerà a remunerare i soci nel 2018 per la prima volta dalla quotazione del 2014: “Noi confermiamo il raggiungimento degli obiettivi di piano” a fine 2017 “e anche il dividendo che proporremo agli azionisti”.


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