Rai, Campo Dall’Orto sfiduciato dal Cda: bocciato il suo piano di news

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Terremoto in Rai. Il Cda ha respinto a maggioranza il piano informazione presentato dal Dg Campo Dall’Orto. L’unico a votare a favore sarebbe stato solo il consigliere Guelfo Guelfi mentre a votare contro sarebbero stati Franco Siddi, Rita Borioni, Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale e anche la presidente Monica Maggioni che avrebbe spiegato la sua contrarietà con un discorso molto duro. Ad astenersi Carlo Freccero e Marco Fortis.

Situazione di paralisi: “Rai ostaggio della politica”

L’orientamento di una parte del Cda era quello di rinviare la votazione del piano per l’informazione ulteriormente. Stando a quanto riferiscono le fonti, secondo il direttore generale Campo Dall’Orto, è stato già troppo il tempo perso finora e le riforme non possono più aspettare. Di qui la richiesta di arrivare al voto.

Per il Dg Rai, però, non si capiscono i motivi, se non politici, per questa bocciatura proprio sul digitale (sul quale tutti avevano speso nei mesi scorsi parole di apprezzamento) e per la scelta di far fuori la Gabanelli senza nemmeno nominarla. Insomma secondo il Dg così la Rai rimane ferma, ostaggio della politica.

Campo Dall’Orto ritiene, invece, di essere rimasto fedele al suo mandato e alla indipendenza d’obbligo: se non avesse spinto per il voto avrebbe potuto galleggiare nella palude in cui è stato trascinato. Ma così l’azienda sarebbe morta. Per senso di responsabilità avrebbe, quindi, deciso di andare al voto e ora rappresenterà la complessità della situazione presso l’azionista, cioè il Tesoro.

Dissenso aveva espresso Paolo Messa, abbandonando i lavori prima della votazione. “Non credo giovi alla Rai un conflitto permanente e una situazione di sostanziale paralisi. In questi mesi ho rappresentato una posizione critica sulla gestione aziendale e in particolare sulle vicende che sono state oggetto di una delibera dell’Anac”, ha dichiarato.

“Purtroppo le mie critiche e le mie proposte non hanno trovato riscontri. Credo sia un dovere, anche per rispetto dello stesso Campo Dall’Orto, trarne le conseguenze e ammettere che sono venute a mancare le condizioni a base del rapporto di fiducia con il direttore generale”.

Approvati i piani di produzione

Il Cda ha approvato i piani di produzione fino a settembre. L’intento dei consiglieri sarebbe quello di dare così il via libera alle attività di programmazione che consentono all’Azienda di garantire “una ordinata continuità aziendale”. A breve si passerà ad analizzare il documento relativo alla policy aziendale di autoregolamentazione dei compensi artistici che non dovrebbe, però, essere approvato oggi.

A saltare, oltre la riorganizzazione delle testate e delle redazioni, c’è la nuova testata web Rai24 alla cui direzione era stata designata Milena Gabanelli, in forse anche i palinsesti autunno-inverno 2017 (quelli più importanti ai fini della raccolta pubblicitaria) e le nomine delle controllate. Via libera, ma solo fino a settembre, ai piani di produzione delle reti generaliste e tematiche.

Dimissioni di Campo Dall’Orto

La bocciatura del piano non comporta automaticamente la decadenza di campo Dall’Orto, che voci interne danno deciso a non mollare, almeno non prima di aver prospettato le proprie ragioni al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a cui riferirà a breve della situazione che si è verificata. Fonti vicine al dg così sintetizzano il suo pensiero: le riforme in Rai sono urgenti ma il voto contrario del cda che ha bocciato il piano dell’informazione rappresenta un caso emblematico che dimostra come le resistenze siano tutte politiche. Chi chiede invece le dimissioni di tutti è il sindaco dei giornalisti, con una nota Fnsi-Usigrai. «È l’atto finale di un dg e di un cda inadatti al ruolo». (riproduzione riservata)


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