Furbetti del cartellino, primo licenziamento: era andata al bar

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Primo caso di attuazione della legge Madia contro i cosiddetti “furbetti del cartellino”. Una dipendente comunale da più di trent’anni è stata licenziata. Era andata al bar dopo aver strisciato il badge. La scoperta non è arrivata tramite telecamere o la denuncia di un collega, ma per mezzo di un certificato prodotto dall’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro.

Il fatto

È successo lo scorso 20 aprile. La sessantenne aveva timbrato il cartellino alle 7,59, alle 8,10 è andata al bar per prendere una camomilla senza strisciare il badge, dirà “perché mi sono sentita male”. La questione del certificato Inail avviene subito dopo, la donna infatti racconta: “Nel rientrare in ufficio, sono inciampata sul marciapiede all’altezza di via dei Cerchi e sono stata trasportata in ambulanza al pronto soccorso”. All’ospedale Fatebenefratelli di Milano, l’infortunio è stato catalogato come “caduta accidentale in via dei Cerchi mentre si recava a lavoro”.

La procura apre un’indagine

Nella determinazione del licenziamento, si può leggere: “La dichiarazione, a seguito della quale l’ufficio è stato formalmente edotto dell’assenza della dipendente, risulta contraddire quanto la medesima ha dichiarato al momento dell’accettazione in ospedale”. L’avvocato della donna ha fatto ricorso. La procura di Roma ha avviato l’indagine per truffa.


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