Stop ai vitalizi: ecco i punti chiave della riforma

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Eliminare tutti i vitalizi attraverso il nuovo disegno di legge in approvazione in aula. La riforma, vuole rivoluzionare il sistema pensionistico dei parlamentari.

L’impianto varato dalla commissione ricalca in sostanza il testo base, messo a punto nel 2015. Fra le novità introdotte c’è il via libera alla gestione separata all’Inps delle pensioni dei parlamentari, applicando il sistema contributivo sia a quelle future che a quelle in essere.

I punti chiave

Dopo il via libera in commissione Affari costituzionali e alcune piccole modifiche, il testo approderà in Aula mercoledì 31 maggio. Sono cinque i punti chiave del disegno di legge.

1) Sistema contributivo: I vitalizi vengono aboliti e il sistema previdenziale contributivo, valido per i dipendenti pubblici, viene esteso anche nei confronti dei parlamentari.

2) Nuove norme anche per gli ex parlamentari: Il nuovo sistema interamente contibutivo si applica anche agli ex parlamentari che ancora precepiscono gli assegni vitalizi.

3) Diritto alla pensione: La pensione si comincia a ricevere dai 65 anni d’età. Solo i parlamentari che hanno esercitato il mandato per almeno cinque anni hanno diritto alla pensione.

4) Gestione separata INPS: L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale sarà provvisto di un’apposita gestione differenziata dei fondi destinati al trattamento previdenziale dei parlamentari.

5) Importo della pensione: Con il sistema contributivo, le pensioni dei parlamentari non possono essere maggiori della somma già percepita al momento dell’entrata in vigore della riforma.

Per avere diritto alla pensione il parlamentare deve avere esercitato il mandato pper almeno 5 anni. La pensione si inizia a percepire al compimento dei 65 anni di età.

Nel passaggio al sistema contributivo le pensioni dei parlamentari non potranno essere superiori al trattamento già percepito al momento dell’entrata in vigore della legge.


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