Strage Manchester, 6 arresti: fermati anche padre e fratello di Abedi

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Salman Abedi aveva dichiarato fedeltà all’Isis. Lo ha rivelato il fratello del kamikaze di Manchester, Hisham che è stato arrestato dalla Rada, milizia che gestisce la sicurezza a Tripoli. “Ha confessato di aver aderito all’Isis con suo fratello Salman El Abedi”, si legge in un comunicato della Rada diffuso al termine dell’interrogatorio di Hisham.

Il kamikaze di Manchester, Salman Abedi, faceva “chiaramente” parte di una cellula, di un network terroristico islamico, rivelano fonti della polizia inglese.

Arrestato a Tripoli il padre dell’attentatore

Arrestato a Tripoli anche il padre del kamikaze. Ramadan Abedi, questo il suo nome, è stato portato via a bordo di tre veicoli armati assieme ad un’altra persona non identificata. L’uomo avrebbe riferito di un suo recente incontro a Tripoli con il figlio. Sempre a Tripoli era stato catturato il ventenne Hisham Abedi, fratello minore di Salman.

Sei arresti in Gran Bretagna

Sei gli arresti nel Regno Unito in connessione con la strage di Manchester: è una donna fermata a Blackey per i suoi legami con il kamikaze. Poche ore prima era stato fermato un uomo nella vicina città di Wigan. L’uomo aveva “un pacco sospetto” ed è stato fermato da agenti in borghese mentre stava per avvicinarsi a un autobus. a 30 km da Manchester. Altre 4 persone sono già in cella in relazione all’attentato.

L’ordigno

Pubblicata un’immagine dell’ordigno raccolta sul luogo della strage, da cui si evince che l’attentatore ha utilizzato una bomba rudimentale ma potente, con l’esplosivo trasportato in un barattolo di metallo, forse nascosto in uno zainetto e probabilmente attivato tramite un piccolo detonatore tenuto nella mano sinistra. L’ordigno era stato preparato “con cura e grande attenzione” per provocare il massimo danno possibile.

Chi era Abedi

Abedi, 22 anni, uno dei tanti ‘nuovi britannici’ residenti a Manchester come altrove, finito in passato nel radar delle forze di sicurezza, salvo poi eclissarsi. Salman Abedi è un britannico di origini libiche, figlio di un rifugiato scappato dalla Libia di Muammar Gheddafi. “Un paio di mesi fa – ha raccontato una vicina di casa – ha iniziato a recitare delle preghiere islamiche ad alta voce in strada. Parlava arabo”. Il giovane, nato a Manchester, secondo di quattro figli, abitava a Elsmore Road, nel quartiere di Fallowfield, che dista una manciata di chilometri dal centro.


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