Risultati Serie A: nel giorno di Totti, il Crotone resta in A

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CROTONE – LAZIO 3-1

Il Crotone resta aggrappato in Serie A. Venti punti in 9 partite, una salvezza meritata. La Lazio perde un posto in classifica, venendo superata dall’Atalanta. La città è in festa, è un’impresa che resterà nella storia. I calabresi ci credono e vogliono restare nella massima serie. Al quarto d’ora sono già in vantaggio: Rohden crossa dalla destra e Nalini insacca col piattone destro. Non basta, dopo 10 minuti arriva anche il 2-0. Calcio di punizione di Barberis, Falcinelli prende la scala a pioli, la monta in mezzo al campo, e svetta più in alto di tutti firmando il 2-0. Nella seconda metà del primo tempo, però, Patric cade giù in area e l’arbitro assegna rigore. Immobile si presenta dal dischetto e non sbaglia, 2-1. Bastos entra con troppa foga su Nalini, secondo giallo ed espulsione. Il secondo tempo vede una Lazio arresa alle arrembate calabresi e un Nalini straripante, che chiude il match siglando di testa il 3-1 su angolo di Barberis e spizzata di testa di Ferrari, che lo favorisce. Il Crotone resta in A.

PALERMO – EMPOLI 2-1

L’Empoli scende in Serie B. Il Palermo, già retrocesso, non regala il match e garantisce la regolarità del campionato. Ciò fa onore ai rosanero. L’Empoli deve fare a meno di Skorupski, Buchel ed El Kaddouri. Partono meglio i toscani, con due occasioni create da Diousse e Thiam concluse in maniera imprecisa. Fulignati non fa sconti e copre bene i pali. Nel primo tempo meglio l’Empoli. La seconda frazione parte ancora a favore degli ospiti che non capitalizzano una grande occazione con Maccarone al 57′. Gli empolesi non riescono a trovare il vantaggio e si innervosiscono, in preda all’ansia per un cronometro che scorre ed un Crotone in vantaggio. Al 69’ ci prova Krunic, ma il suo diagonale sfiora il palo. Il Palermo difende e riparte. Al 76’, ecco il gol della resistenza, frutto della pazienza di saper chiudersi dietro e attaccare al momento giusto. Ci pensa Nestorosvki, ancora una volta in questa stagione. L’Empoli entra in panico e si butta in avanti. Il mancato equilibrio favorisce i rosanero che all’84’ trovano il raddoppio con Bruno Henrique, con un pallonetto che scavalca Pelagotti. I toscani tentano il tutto per tutto e accorciano le distanze con Krunic, di testa, dopo due minuti. All’88’, gli ospiti sfiorano il pari, ma al fischio finale si ritrovano in Serie B.

SAMPDORIA -NAPOLI 2-4

Il Napoli cala il poker, ma la vittoria della Roma lascia i partenopei al terzo posto. Gli azzurri giocheranno i preliminari di Champions League. Le due squadre vogliono vincere e si sfidano a viso aperto. Fernandes cerca due volte la conclusione giusta, ma è impreciso. Il Napoli sale in cattedra al 36′, con il solito Dries Mertens, che coglie sul fatto Regini e segna il suo 28° gol in campionato. Al 42′, Insigne raddoppia con un gioiellino: trenta metri di corsa e poi il tiro a giro su cui nulla può il portiere avversario. Nella ripresa, il Napoli infierisce. Hamsik al 49′ sigla lo 0-3, di testa. Quagliarella mette in rete il cliché del gol dell’ex. Poi, Callejon e Alvarez arricchiscono il tabellino. Il Napoli è terzo in classifica.

ROMA – GENOA 3-2

La Roma conquista il secondo posto in classifica, ma questa giornata è esclusivamente dedicata all’addio di Totti. Il pubblico, più che assistere alla partita, ha vissuto in trepidante ammirazione gli ultimi minuti del proprio capitano con la maglia giallorossa. Il match è stato un contorno, nonostante la sua importanza. C’è aria di apprensione, anche in campo. Il Genoa, disinteressato alla faccenda, ne approfitta e passa in vantaggio dopo due minuti: in gol il giovane Pellegri, al primo gol in A. Palladino dopo 7 minuti colpisce il legno della porta, con Szczesny in uscita. La Roma si sveglia e capisce che l’ultima partita di Totti non può essere una sconfitta e non può far perdere il secondo posto in classifica. La Roma, così, un minuto dopo, pareggia i conti con Dzeko, che prima colpisce il palo e poi spinge il pallone in rete di petto. Ecco che la Roma torna in partita e prova ad agguantare il vantaggio. Totti si alza dalla panchina per riscaldarsi, lo stadio trattiene il respiro, poi lo chiama a gran voce. Al 51′, ecco l’ingresso in campo. Il passaggio di consegne viene illuminato dal destino sul gol del 2-1: perché sull’assist di Dzeko, c’è Daniele De Rossi, capitan futuro, a spingere la sfera in rete. De Rossi segna e bacia il 10 stilizzato sulla propria maglia, in onore del capitano uscente. Il Genoa, però, non è uno spettatore non pagante e rientra in partita a costo di passare per guastafeste. Al 34′, infatti, Lazovic, approfitta di un’uscita avventata di Szczesny e segna di testa, facendo passare la sfera tra Fazio e Manolas. Lazovic si esalta e due minuti dopo colpisce il palo, complice una deviazione del portiere avversario. Siamo sul finale, lo stadio trema. Non si può salutare Totti con una delusione in campionato. È il 90′, Fazio mette un buon pallone in mezzo all’area piccola, Perotti infila il sinistro e segna. Urla, lacrime, applausi. Tutti sotto la curva, anche Spalletti, anche Totti. Poi, si chiude il sipario, si riapre e c’è solo Totti, in mezzo al campo, con i riflettori puntati addosso a rendere ben visibili le lacrime. Uno stadio a cantare, un saluto commovente. Ciao Francesco, è stato un piacere.

CAGLIARI – MILAN 2-1

Una partita disinteressata per entrambe le squadre. Cagliari e Milan si affrontano sapendo di non aver nulla da perdere, ma il ritmo è davvero lento. C’è stato tempo per gli esordi di rito, per il turnover, per le chiacchiere sul futuro. Honda capitano, Bacca titolare all’ultima in rossonero. Passano solo 6 minuti ed il Cagliari scheggia la traversa: Joao Pedro lancia Farias, che crossa per Ionita, ostacolato dalla traversa. Passano poco più di 15 minuti e i sardi passano in vantaggio: con Joao Pedro, di destro, su assist di un Borriello strepitoso in questa stagione. Prima del termine della prima frazione, i rossoneri provano a pareggiare, ma l’esordiente Crosta salva sulla linea. Nella seconda frazione, vengono assegnati due rigori per il Milan: il primo sbagliato da Bacca, che trova l’opposizione del giovane portiere avversario, il secondo segnato da Lapadula, al 72’. Dall’altro lato Farias, Joao Pedro e Deiola, impegnano Donnarumma, bravo ad opporsi. Poi, nel recupero, il gol di Pisacane “rovina” tutto e regala un finale di stagione più bello ai sardi.

BOLOGNA – JUVENTUS 1-2

Nonostante il turn over massiccio, la Juventus supera il Bologna nell’ultima giornata di campionato di Serie A. In campo nei bianconeri c’è Audero, il terzo portiere. I titolari sono 4 su 11, in vista della finale di Champions del 3 giugno. Neanche il Bologna ha più nulla da chiedere a questo campionato, concluso salvandosi in tranquillità. La partita mette in mostra ritmi blandi. Nella prima frazione ai bianconeri viene annullato un gol a Sturaro per fuorigioco, i felsinei ci provano con Destro, Higuain sfiora il vantaggio. Il secondo tempo dà una scossa alle due formazioni e, dopo soli 7 minuti, i padroni di casa passano in vantaggio: Taider, dopo un’azione personale, sfodera un destro a giro che si insacca sotto il sette, su cui Audero è incolpevole. Il pareggio giunge al 70′ con il solito Dybala, che raccoglie la respinta di Da Costa su Higuain e insacca. La Juventus capisce che ora la può vincere e allo scadere del match trova il gol con il classe 2000 Moise Kean, che sigla il suo primo gol in Serie A, di testa. È il primo 2000 a segnare nella prima divisione nazionale in tutta Europa. Ora testa a Cardiff.

ATALANTA – CHIEVO 1-0

L’Atalanta è in Europa ed è anche quarta in classifica, scavalcando la Lazio, quinta. C’è stato tempo anche per celebrare l’addio al calcio di Migliaccio e Raimondi, che resteranno, con altri ruoli, all’interno della società nerazzurra. Proprio Raimondi viene schierato al posto di Spinazzola, Cristante al posto di Kessié, il resto è la formazione titolare. Nel Chievo ci sono Depaoli e De Guzman al posto di Castro e Radovanovic, Seculin e non Sorrentino. Il match è frizzante, il Chievo, nonostante giochi da disinteressato riguardo agli obiettivi stagionali già raggiunti, tiene i ritmi alti. De Guzman impegna subito Gollini, che si distende bene, poi il Papu Gomez costringe agli straordinari Seculin. Il secondo tempo è più fortunato per il Papu, che dopo solo 7 minuti trova il gol del vantaggio su assist di Cristante. L’Atalanta prova a raddoppiare con Petagna e Cristante, ma non riesce. All’82’ il Chievo ha l’opportunità di pareggiare: Pellissier trova il filtrante per Spolli, che solo contro Gollini non riesce a segnare. Il match termina così, l’Atalanta sogna.


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