Legge elettorale, si va verso il sistema “alla tedesca”

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Il sistema elettorale alla tedesca raccoglie sempre più consensi in Italia. Pare, secondo Repubblica, che l’intesa a riguardo superi l’80%. Solo la sinistra non sarebbe d’accordo, anche se Renzi dice di accettare la decisione. Il Partito democratico ed il Movimento cinque stelle si sono incontrati in riunione. Non sono state rilasciate interviste, ma in una nota ufficiale i grillini hanno svelato di aver consegnato la proposta di legge.

In cosa consiste il sistema elettorale “alla tedesca”?

Il sistema elettorale alla tedesca è un sistema misto. Si differenzia da quello tradizionale poiché all’elettore è richiesto di esprimere due voti: uno per la scelta del deputato, un altro per la scelta del partito. Il primo voto è maggioritario e uninominale, viene eletto il candidato con più voti in ognuno dei collegi in cui è diviso il territorio nazionale, anche con la sola maggioranza relativa. Non è necessario raggiungere un minimo di voti. Dal secondo voto, quello riferito al partito, scaturisce la ripartizione dei seggi in parlamento a cui ogni partito ha diritto. Sono esclusi dalla distribuzione i partiti che hanno ricevuto meno del 5% di voti o meno di tre candidati eletti con il primo voto.

La risposta di Renzi

L’ex premier Matteo Renzi espone la sua posizione: “La legge elettorale della Germania non è la mia preferita, anzi. Tuttavia in queste ore molti partiti tra quelli che hanno sostenuto il no al referendum la stanno indicando come proposta al paese. Il Pd non ha i numeri da solo. Ma se dobbiamo andare sul modello tedesco che sia tedesco anche nella soglia di sbarramento al 5 per cento. E che ci siano i nomi sulla scheda: voglio sapere almeno il nome e il cognome di chi voto”.

Testo alla Camera il 5 giugno

Il testo dovrebbe arrivare alla Camera il 5 giugno. Vista la maggioranza di circa l’80% di favorevoli al cambiamento del sistema elettorale, si pensa che l’approvazione a Montecitorio possa arrivare prima delle amministrative dell’11 giugno.


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