Flavio Insinna ospite a Carta Bianca si difende dalla bufera mediatica

Flavio Insinna ospite a Carta Bianca si difende dalla bufera mediatica – Il conduttore televisivo Rai, Flavio Insinna, si difende dagli attacchi di Striscia La Notizia. Il conduttore, ospite del programma, parla piú che puó per chiarire in tutti i punti la sua posizione ed il suo pensiero. La berlinguer fa molta fatica ad interromperlo in quello che é sembrato per tutta la serata un monologo.

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Flavio Insinna ospite a Carta Bianca si difende dalla bufera mediatica

Ecco come ha esordito:

“La violenza parte dopo Carta Bianca. Questo paese non ti consente la leggerezza, non ti perdona il talento e il merito. Allora dice ‘apri i pacchi, apri le scatole? Non ce le rompere’. ‘Vieni qua a dirci che dobbiamo accogliere i migranti, i disoccupati, gli oppressi, chi non ha l’insegnante di sostegno?’. Io ho parlato di queste cose ed è successo questo. Questa è una roba violentissima che mi sta succedendo. Io ho detto cose sbagliate e cose giuste, il modo era sbagliato ma la violenza che ho subito è stata dura. La violenza è stata fatta su di me, passando su una persona e facendole sentire un audio che non sarebbe mai stato sentito. Ho tanti difetti ma non mi sono mai nascosto”.

La Berlinguer commenta cosí: “Diciamo che tu sbrocchi sempre”. Durante l’intervista parlo poi di “modi cafoni” e di pensieri detti in modo sbagliato.

Insinna poi prosegue con la sua difesa:

“Uscite da dietro i computer con tutto quel veleno. L’odio non serve. Mi dispiace che io che collaboro con Emergency, la comunità di Sant’Egidio, questo odio ha banalizzato il bene. Si è fatta questa equazione e qualcuno ci è caduto: ‘Ha detto che vuole vivere in un paese gentile, lui non è gentile’. Mi dispiace che questa campagna di odio stia banalizzando il bene. Mandare a ‘Striscia La Notizia’ una pagina del mio libro e farla leggere a un attrice, con la scritta ‘femminicidio’, in un libro che io scrivo per mio padre che muore, se si prende una pagina e non la si spiega e si dice che io istigo al femminicidio, è violenza pura. Se io stasera trovo 40 persone nel portone che mi spaccano la testa, chi paga?”.

Flavio Insinna ospite a Carta Bianca si difende dalla bufera mediatica

La conduttrice chiede poi a Flavio Insinna se ha sentito la concorrente alla quale ha dato della “nana di me*da”. Insinna ammette di non averla piú sentita al telefono. Spera di essere perdonato dal Signore per le sue parole. Ancora una volta ribadisce che quei commenti li ha fatti nel suo camerino. Dice di essere stato trattato come un politico finito nel tritacarne.

“Ma io non voglio entrare in politica. Ho concluso “Affari tuoi” vestito da astronauta leggendo Rodari, non voglio entrare in politica. Ci ho messo il mio, ci ho messo la mia fragilità, nel bene e nel male. Ho già la mia politica, ho il mio impegno nel sociale, servo da fuori da fuori, da battitore libero, andando ad aiutare dove serve”.

Pagherebbe pur di capire il motivo di tutto questo odio nei suoi confronti. Affari tuoi non é piú in onda e se tornerá sicuramente non sará con lui. La Rai ha iniziato una inchiesta interna e per mesi sono stati controllati in tutto. Nelle stanze, hanno interrogato chiunque ed hanno confermato che il gioco é davvero trasparente. Poi ha parlato delle ripercussioni che questa campagn di odio sta avendo su di lui. Basta pensare che giá la Brio Blu ha sospeso lo spot che lui aveva girato come testimonial.

Flavio Insinna ospite a Carta Bianca si difende dalla bufera mediatica

Insinna continua dichiarando che Antonio Ricci ce l’avrebbe con lui perché conduce un programma che va in onda alla stessa ora di Striscia. Il tg satirico, dal canto suo, nega di aver perseguitato Insinna. Ecco alcune dichiarazioni:

“L’unica cosa vera detta da Insinna è che Striscia la notizia ha deciso di intervenire, anche se Affari tuoi ha chiuso, proprio per l’eco che ha avuto l’intervista a Carta Bianca, con cui il consumato attore dei pacchi ha sedotto giornalisti, politici e telespettatori. Del tutto falso, però, il suo stupore per l’esistenza di quei fuori onda che circolavano gratuitamente, di telefonino in telefonino, da un paio d’anni e che sono arrivati a Striscia presumibilmente dopo essere stati mandati invano alla Rai.

Perché va ricordato che Insinna non è affatto solo, ma gode, e ha sempre goduto, della ferrea protezione fornita dai vertici di Viale Mazzini e da Endemol, tanto che era lui stesso a sfidare pubblico e maestranze in studio perché filmassero e scrivessero lettere di protesta ai vertici della Rai, tanto lui si sentiva le spalle totalmente coperte contro “quei sorci” che parlano dietro” ha proseguito il tg satirico”.


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