Pedopornografia, garante della privacy dice no a foto di figli su web

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È allarme pedopornografia, l’allarme arriva dal garante della privacy. «Secondo recenti ricerche, la pedopornografia in rete e, particolarmente nel dark web, sarebbe in crescita vertiginosa: nel 2016 due milioni le immagini censite, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Fonte involontaria sarebbero i social network in cui genitori postano le immagini dei figli». Questo il passaggio più rilevante che ha illustrato l’attività per il 2016 all’interno di una relazione che ha toccato molti aspetti del rapporto tra nuove tecnologia e sfera personale.

Una legge sul cyberbullismo

Il garante promuove la nuova legge sul cyberbullismo giudicando «particolarmente positiva la scelta di coniugare un approccio preventivo e riparatorio, grazie alla promozione dell’educazione digitale e alla specifica procedura di rimozione dei contenuti lesivi presenti in rete. L’Autorità si impegna a svolgere l’importante funzione di garanzia assegnatale dalla legge, nella consapevolezza sia delle oggettive difficoltà tecniche sia delle necessità di risorse adeguate ai nuovi compiti».

 

Secondo recenti ricerche, “la pedopornografia in rete e, particolarmente nel dark web, sarebbe in crescita vertiginosa: nel 2016 due milioni le immagini censite, quasi il doppio rispetto all’anno precedente”.

La tutela della privacy come strumento “indispensabile” nella lotta al terrorismo, rivendica Soro nella Relazione al Parlamento. Dopo l’11/9 il rapporto tra libertà e sicurezza è cambiato, ma i fatti hanno dimostrato “come di fronte alle nuove minacce, la privacy sia non solo possibile, ma addirittura indispensabile per rendere le attività di contrasto più risolutive, perché meno massive e quindi orientate su più congrui bersagli. Per far sì che nella lotta al terrorismo siamo più efficaci, non meno liberi”.


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