Elezioni Gran Bretagna: la May è prima, ma senza maggioranza assoluta

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Theresa May è in vantaggio già al primo exit pool, ma non con la maggioranza assoluta a cui puntava. Scommessa persa quindi per la May, che aveva indetto delle elezioni anticipate per guadagnare una maggioranza più netta in parlamento in modo da puntare all’hard Brexit. In primavera, quando venne presa la decisione, i conservatori vantavano un distacco molto più grande, che però è diminuito dopo gli ultimi attacchi terroristici. Alla premier è stato contestato il fatto di aver tagliato 20,000 uomini alle forze dell’ordine in un periodo di allerta.

Lo spoglio delle schede è quasi completato, ma la May non vanta il vantaggio che aveva previsto e auspicato. Lo stacco è infatti lieve, i Labour stanno poco dietro. Il parlamento rischia di bloccarsi nelle sue decisioni, a meno di alleanza e accordi interni tra i partiti. James Corbyn chiede le dimissioni alla prima ministra, dopo il fallimento dell’ultima scommessa, ma la May non sembra essere intenzionata a mollare nonostante la persa maggioranza assoluta. la leader de partito conservatore parlerà in conferenza alle 10,00 ora locale, le 11,00 in Italia.

Dati ufficializzati

La Bbc ufficializza i seggi, anche se mancano ancora 30 collegi su 650 per avere i risultati finali. I Tory della May si ritrovano a quasi 300 seggi, i Labour di Corbyn, invece, hanno superato i 250. Secondo le previsioni, i conservatori dovrebbero arrivare a 318 e non a 326, soglia per la maggioranza assoluta. Il risultato sarebbe un ‘hung Parliament’, cioè un “parlamento impiccato”.

Sterlina in calo

La Rudd salva il suo seggio per un pelo, mentre è fuori dai giochi l’Ukip che non guadagna seggi, crollando dai precedenti novemila voti a duemila. Sterlina in calo: a 1,28 sul dollaro e sotto all’1,14 sull’euro. L’affluenza alle urne si è attestata intorno al 68%, due punti in più rispetto al 2015.


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