L’autismo nei bimbi si può diagnosticare, con una risonanza a sei mesi

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Prevedere se un bimbi svilupperà l’autismo oggi si può, con una risonanza a 6 mesi di vita. A rivelarlo una ricerca pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine.

La sperimentazione

Lo studio ha esaminato 59 neonati ad alto rischio di sviluppare l’autismo, cioè bambini con un fratello maggiore con autismo (uno su 5 in genere sviluppo lo stesso disturbo). Di 48 neonati si sapeva che non si sarebbero ammalati (con una precisione del 100%), degli altri 11 che hanno sviluppato il disturbo a 2 anni, invece, la ricerca aveva individuato correttamente 9 casi.

Durante le scansioni, i ricercatori hanno registrato l’attività neurale di 230 aree diverse nel cervello e individuato differenze (anatomiche, funzionali e strutturali) presenti nei bimbi autistici e assenti nei bimbi che non si ammaleranno.

Si potrà intervenire in anticipo

Conoscere per tempo l’eventuale insorgenza della malattia potrebbe portare a nuovi strumenti diagnostici che identificano l’autismo prima che i sintomi si palesino, dando ai medici l’opportunità di intervenire in anticipo, affermano i ricercatori.

Un intervento tempestivo possa migliorare o addirittura impedire al disturbo di manifestarsi, ha dichiarato il dottor Joseph Piven, professore di psichiatria alla UNC School of Medicine e direttore del Carolina Institute for Developmental Disabilities a ‘Live Science’

 

Si tratta di una prospettiva davvero importante, perché più cose si riescono a scoprire sul cervello del bambino prima che compaiano i sintomi, più si sarà in grado di aiutare i piccoli e le loro famiglie; è ormai infatti evidente che quanto più l’intervento sul bambino è precoce, tanto maggiori sono le probabilità di trarne benefici.


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