Arresti per corruzione in Veneto: imprenditori e dipendenti pubblici

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Maxi operazione anti corruzione in Veneto. Eseguite quattordici ordinanze di custodia cautelare in carcere e due agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza di Venezia.

Si tratta di persone legate al mondo dell’imprenditoria, dirigenti e funzionari pubblici, professionisti e dirigenti di aziende private. Le accuse riguardano una serie di episodi legati a presunti accomodamenti di irregolarità fiscali.

Il procuratore capo di Venezia parla di episodi  frutto di accordi taciti e non scritti, un modus operandi che è necessario accertare.

 

I reati contestati

Arrestati imprenditori del gruppo Bison di Jesolo (costruzioni); di Cattolica assicurazioni, della Baggio di Marghera e un produttore di prosciutti friulano, Pietro Schneider.

Il reato contestato è la corruzione, vale a dire il pagamento di soldi, regalie o assunzioni di amici e parenti (soprattutto i figli di alcuni funzionari pubblici). Un quadro complesso di interessi illeciti sull’asse Venezia-Verona, partendo dall’Agenzia delle Entrate del capoluogo lagunare.

L’inchiesta ha messo a fuoco il pagamento di somme di denaro a pubblici ufficiali, la consegna di regali molto costosi e una promessa di assunzione da parte di privati, per avere in cambio sconti nelle sanzioni pecuniarie riguardanti evasioni fiscali.

La Finanza ha sequestrato anche 440mila euro, che si ritengono provento dell’attività illecita. I filoni d’inchiesta sono numerosi. Riguardano la supposta corruzione di un dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Venezia da parte di un imprenditore di Jesolo; quando il funzionario è stato trasferito, un suo collega è stato coinvolto al suo posto. Le tangenti pagate sarebbero pari a 140mila euro, per una riduzione dell’80 per cento di imposte dovute da tre società dell’imprenditore jesolano in provincia di Venezia.


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