Trump cancella l’accordo di Obama su Cuba: embargo e divieto turismo

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Il presidente Trump ha deciso di cancellare l’accordo con Cuba voluto dall’amministrazione di Obama. L’intenzione è di «cancellare» l’accordo fatto da Barack Obama applicando con maggiore vigore «l’embargo e il divieto del turismo».

Accordo squilibrato

Trump parla di un accordo assolutamente squilibrato con Cuba. Le direttive del presidente si concentrano principalmente sulla parte dell’accordo che apriva a una maggiore collaborazione dal punto di vista commerciale e del turismo ma che non hanno portato vantaggi ai cubani e neanche migliorato la situazione dei diritti umani.

Un passo indietro

Trump vuole quindi fare un passo indietro e ribadire l’importanza dell’ormai 56enne embargo imposto all’isola comunista, istituendo un vasto divieto di transazioni finanziarie con società controllate dal governo castrista.

Le nuove politiche su Cuba daranno «più potere ai cubani e rendono il regime responsabile» delle sue azioni. Trump ha lanciato un appello a Cuba, chiedendo la liberazione dei prigionieri politici.

Trump dalla parte dei “dreamer”

Donald Trump ha dichiarato inoltre a sorpresa che continuerà a proteggere i cosiddetti «dreamer», gli immigrati senza documenti arrivati negli Stati Uniti quando erano bambini. Il Dipartimento di giustizia americano ha infatti annunciato che resterà in vigore il programma varato dall’amministrazione Obama nel 2012, teso a evitare il rimpatrio forzato di queste persone e a fornire loro un permesso di lavoro.

 

Le nuove  direttive

Con la nuova firma si proibisce a turisti e imprenditori americani di effettuare transazioni con il “Grupo de Administracion Empresarial S.A.”, vale a dire il braccio commerciale del regime – noto come Gaesa – guidato dal generale Luis Alberto Rodriguez Lopez-Callejas, genero di Raul Castro. La Gaesa controlla il 60% dell’economia cubana e l’80% del settore turistico, disponde infatti di gran parte degli alberghi e dei ristoranti dell’Avana e delle famose spiagge di Varadero.

 

La risposta di Cuba

È arrivata anche la prima reazione del governo dell’Avana: “Quello di Donald Trump a Miami è stato un “discorso carico di retorica ostile”. Lo sottolinea una lunga ‘dichiarazione del governo rivoluzionario’ di Cuba, confermando nel contempo “la volontà di proseguire un dialogo rispettoso” con gli Usa nei temi di mutuo interesse.


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