Morto Otto Warmbier, lo studente americano arrestato in Corea del Nord

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È morto lo studente americano che era stato arrestato in Corea del Nord. Si chiamava Otto Warmbier, era stato condannato a 15 anni di lavori forzati. Il ragazzo era tornato il 13 giugno negli Stati Uniti, in seguito a 17 mesi di reclusione. Il governo coreano l’ha rilasciato “per motivi umanitari”, spiegando che il ragazzo era in coma da un anno per un’intossicazione da botulino. La famiglia, però, ha fatto sapere che al ragazzo, al rientro in patria, è stato diagnosticato un trauma cranico al cervello.

Otto è morto lunedì pomeriggio in un ospedale dell’Ohio, la sua città. Studente di Economia e commercio all’University of Virginia, era stato arrestato all’aeroporto di Pyongyang il 2 gennaio 2016. La polizia lo aveva accusato di aver rubato un poster che raffigurava il dittatore Kim Jong-un, appeso nella camera d’albergo dove alloggiava. A fine febbraio, le autorità locali lo costrinsero a confessare pubblicamente, davanti ai giornalisti. Il ragazzo disse che era stata l’America ad indurlo a quel gesto provocatorio e chiese scusa al popolo della Corea del Nord.

Il 16 marzo, lo studente fu condannato, dopo un processo lampo e poco chiaro, a 15 anni di lavori forzati. I medici dell’ospedale dove Otto è spirato, il Medical Center dell’Università di Cincinnati, fa sapere che pare che il ragazzo fosse in coma da aprile 2016 a causa di un attacco cardio-polmonare. Il ragazzo non aveva segni evidenti di maltrattamenti fisici.

Le condoglianze di Trump

Donald Trump, esprimendo il proprio cordoglio, comunica una possibile azione politica di risposta “contro regimi che non si curano dello stato di diritto e dei fondamentali diritti umani”. Il padre del giovane ha lasciato intuire di essere insoddisfatto di quanto “poco” fatto da Obama per suo figlio. Ora si attende, se ci sarà, una risposta concreta di Trump.


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