La sindaca Raggi rischia il processo per la vicenda Marra e Romeo

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Guai in vista per la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Si prospetta per lei l’accusa di abuso d’ufficio e falso e rischia il processo. La procura le ha infatti notificato il 415 bis, atto che conclude le indagini e che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. L’inchiesta della procura di Roma riguarda le nomine decise dal Campidoglio, targato Cinque Stelle, di Salvatore Romeo e di Renato Marra.

La vicenda

Due gli episodi contestati a Virginia Raggi in concorso con Salvatore Romeo per abuso d’ufficio in relazione alla nomina del suo fedelissimo a capo della segreteria, nell’agosto dell’anno scorso. La sindaca è quindi implicata nel passaggio di Romeo da funzionario nel dipartimento Partecipate, con stipendio di 39mila euro annui, alla guida della sua segreteria, con un salario di quasi 120mila euro. Stipendio poi sceso a 93 mila per l’intervento dell’Authority anticorruzione.

Altra questione è la nomina a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, secondo la procura Raggi avrebbe detto il falso alla responsabile anticorruzione del Comune, Mariarosa Turchi, riferendo che per la nomina avrebbe agito in autonomia.

La difesa della sindaca

La sindaca va subito all’attacco: “Dimettermi se rinviata a giudizio? Seguirò il codice etico. Per adesso andiamo avanti”. In effetti è emerso che dalle chat scambiate tra la sindaca e l’ex capo del personale, Raffaele Marra, è emerso che la Raggi non aveva preso parte al procedimento di selezione dei curricula, né sapeva che il nuovo incarico avrebbe comportato un aumento di stipendio per Renato Marra. Per la stessa ragione, l’accusa di abuso d’ufficio resta in piedi solo per il fratello Raffaele.

 

Un altro punto a favore della Raggi è anche la richiesta di archiviazione, da parte della procura, di un’altra ipotesi di abuso d’ufficio: la nomina di Carla Raineri.


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