Dario Franceschini querela Fedez: “Lo porto in tribunale”

Dario Franceschini querela Fedez: “Lo porto in tribunale” – Da quando Fedez ha lasciato la SIAE per passare a Soundreef, a quanto pare, non perde mai l’occasione per lanciare frecciatine. Questa volta Dario Franceschini non ci sta e gli risponde a tono.

Dario Franceschini querela Fedez: “Lo porto in tribunale”

Ecco le parole di Dario Franceschini rilasciate ad AdnKronos:

Sarà la decima volta che Fedez, da quando ha scelto Soundreef, tira fuori questa storia assurda

[la frase incriminata del rapper è questa: “Andate a vedere che lavoro fa la moglie del ministro. Gestisce gli uomini di Siae. Questo è in conflitto con il ruolo di ministro dei Beni culturali“],

Calunniando me e mia moglieE ignorando le norme che ha approvato il Parlamento. Finora ho pensato fosse meglio far finta di niente. Ma ora ha superato anche la mia, molto molto alta, soglia di tolleranza. Per questo ho già dato incarico di agire giudiziariamente contro di lui. E’ la prima volta che lo faccio dopo tanti anni di vita politica, ma lui ha mezzi più che sufficienti per risarcire i danni che ci sta creando”.

Ecco il video in cui il rapper ha lanciato le frecciatine nei confronti del ministro e della moglie:

Ecco cosa ha dichiarato in una nota la SIAE:

“SIAE ritiene inaccettabili e inammissibilmente false e insultanti le affermazioni pronunciate ieri da Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, nel corso di un convegno alla Luiss. E le successive dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa, riferite a SIAE e alla signora Michela Di Biase moglie del Ministro Dario Franceschini. È infatti documentalmente destituita di qualunque fondamento la circostanza secondo la quale la signora Michela Di Biase gestirebbe gli immobili di SIAE.

Una simile affermazione, condita poi da inutili suggestioni di insussistenti conflitti di interessi o peggio, di favoritismi, è priva di ogni logica. Fuoriesce da qualunque limite di continenza. A tale proposito, SIAE ha dato mandato ai propri legali di tutelare l’onorabilità della Società. Chiedendo agli stessi di reagire con la massima durezza consentita dall’ordinamento giuridico.”


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