Fisco e pignoramenti, sarà più facile attaccare gli immobili

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Casa più facile da pignorare dopo la manovra correttiva del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, divenuta legge con l’ok definitivo in Senato.
In sostanza, quando è il fisco a essere creditore sarà più facile per l’agente della riscossione procedere al pignoramento della casa del debitore.
La manovra ha stabilito che limite di 120mila euro si calcolerà non più sul singolo bene del contribuente, bensì sulla totalità dei beni a lui intestati.
Sarà quindi più facile raggiungere il tetto dei 120mila euro, prima limitato a un solo bene.
E’ bene ricordare, comunque,  che resta valida la non pignorabilità della prima casa: ma deve trattarsi dell’unico immobile di proprietà del debitore, adibito a uso abitativo e nel quale egli risieda anagraficamente.

Esclusi ville e castelli

Escluse da questa protezione le abitazioni di lusso aventi le caratteristiche individuate dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969 e comunque i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/8 (ville) e A/9 (castelli).
Secondo la legge, inoltre, è vietato iscrivere ipoteca sull’immobile del debitore se il debito a ruolo è inferiore a 20mila euro, essendo viceversa consentita l’iscrizione se il debito supera tale cifra anche se si tratta dell’unico immobile del debitore.
Inoltre, per procedere all’espropriazione laddove consentita, è necessario che questa sia preceduta dal decorso di sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca senza che il debito sia stato estinto.

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