La tortura diventa reato, si rischiano minimo 10 anni

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Il reato di tortura entra a far parte del codice penale. Rischio fino a 10 anni di carcere come pena, che possono arrivare a 12 nel caso in cui il colpevole sia un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio. La decisione arriva dopo quattro anni, la Camera ha dato ieri il via libera.

L’aggravante per pubblici ufficiali non ha luogo se il reato avviene in seguito all’esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti.  Questo per evitare che le forze dell’ordine debbano rispondere al reato di tortura nonostante l’attuazione di normali azioni facenti parte del loro dovere. Sono considerate aggravanti le lesioni personali comuni e le lesioni gravi, le lesioni “gravissime” possono far lievitare la pena fino alla metà.

Nel caso di morte come conseguenza alla tortura, la condanna potrà arrivare a 30 anni nel caso in cui l’evento non sia voluto, mentre anche all’ergastolo se la morte fosse l’obiettivo dell’assalitore.

Pareri favorevoli

Il magistrato Anna Finocchiaro ha espresso la propria soddisfazione per il risultato ottenuto: “Risultato importante che colma una grave mancanza nel nostro ordinamento. Il testo è il migliore possibile, nelle condizioni date. L’applicazione concreta delle nuove norme ci dirà se sarà necessario successivamente introdurre eventuali correttivi”.

Dello stesso avviso anche la presidente della Camera, Laura Boldrini: “Si tratta di un passaggio decisivo, ma come sempre potrà essere il parlamento, sulla base della concreta applicazione delle norme, ad apportare le modifiche che si dovessero rivelare necessarie”.

I pareri contrari

Non è del tutto d’accordo Amnesty International: “Non è una buona legge, ma è un passo avanti”. Sinistra, Movimento 5 stelle, Fi e Lega non sono d’accordo con la legge, poiché vedono in ciò un possibile ammanettamento alle forze dell’ordine.


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