L’attore Diele potrà andare ai domiciliari: è arrivato il braccialetto

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È arrivato il braccialetto elettronico, adesso l’attore Domenico Diele potrà lasciare il carcere di Salerno e sarà posto agli arresti domiciliari nell’abitazione della nonna a Roma.

Agli arresti domiciliari in attesa di giudizio

Diele, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, ha investito e ucciso una donna di 48 anni che viaggiava a bordo di uno scooter sull’autostrada A2 all’altezza dello svincolo di Montecorvino Pugliano, in provincia di Salerno.

L’attore è risultato positivo ai test per uso di cocaina e hashish. Al termine dell’udienza di convalida dell’arresto per omicidio stradale aggravato, il giudice ha disposto per Diele gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Dopo 10 giorni il braccialetto elettronico è oggi disponibile, l’attore potrà quindi lasciare il carcere di Fuorni e sarà trasportato a Roma nelle prossime ore.

Diele “insofferente alle regole”

Secondo il gip:  “Domenico Diele è pericoloso socialmente e insofferente alle regole”. Così viene definito nell’ordinanza di custodia cautelare. Viene evidenziato che l’attore si sarebbe “distratto dal cambio di un cd” (dunque non il telefonino, come aveva raccontato l’imputato nella prima versione). Diele viene descritto come un soggetto “dalla non trascurabile pericolosità sociale” perché “rivelatosi più volte insofferente alle regole”.

“Diele ha agito in spregio delle più elementari norme di prudenza, mettendosi alla guida, per tragitto significativo (da Roma a Matera e poi da Matera a Roma) nonostante un provvedimento di sospensione della patente, peraltro violando in maniera palese le ulteriori previsioni del Codice della Strada in tema di rispetto della distanza di sicurezza e di obbligo di tenere una velocità adeguata alle condizioni della strada, e alla necessità di compiere manovre utili a evitare incidenti”.

 

La questione dei braccialetti elettronici

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha risposto sulla questione della disponibilità dei dispositivi confermato il rifornimento di 12mila apparecchi: «Sì, stanno arrivando – aveva detto il ministro – è un bando. Secondo me per un errore del legislatore, la competenza dell’acquisto è del Ministero degli Interni, non della Giustizia». «È tanto che li abbiamo chiesti, ma ne sono stati utilizzati 10mila, lo vorrei dire, perché non è che non esistano. Ora c’è questo nuovo bando che si dovrebbe concludere entro qualche settimana», ha affermato.


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