Torino, presidente Croce Rossa nei guai: ha sottratto 400 mila euro

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Il presidente della Croce Rossa di Torino è stato raggiunto da un avviso di garanzia per una serie di ammanchi di cassa. L’uomo è ufficialmente indagato per peculato e appropriazione indebita.

Secondo la Guardia di finanza di Torino ammonterebbe a 400mila euro il “tesoretto” che, con l’aiuto della segretaria, avrebbe accumulato a partire dal 2010, sfruttando la sua posizione di vertice.

Denunciato in passato per usurpazione di titolo

Cagnasso, alla fine degli anni Novanta era stato denunciato per usurpazione di titolo. Si faceva chiamare “dottore” ma non lo era. Il caso, spiega il suo avvocato Giuseppe Portigliotti, è stato archiviato. «Anche perché – puntualizza il legale – lui non si è mai spacciato per medico, semplicemente quando gli scrivevano o dicevano “dottore”, non rettificava».

A Piossasco aveva fondato un impero, con cinquanta persone sotto di sé, convenzioni stipulate con vari enti, anche pubblici, e moltissime spese sostenute. Quegli esborsi, mese dopo mese, sono diventati debiti. E la situazione di “rosso” è diventata drastica, fino al commissariamento. Secondo l’accusa, avrebbero influito nella “mala gestione” anche i prelievi illeciti che Cagnasso effettuò per sè, gestendo il comitato “in maniera quasi autoritaria”, racconta un collaboratore.

Cagnasso, interrogato in procura, ha confessato. Ha sostenuto però di aver intascato centomila euro circa e non 400mila come contestato dai finanzieri. «Erano solo prestiti per motivi familiari, avrei restituito tutto», ha dichiarato. La sua segretaria, indagata in concorso, lo avrebbe coperto facendo figurare i conti in ordine. Non è chiaro se quei cinquemila euro netti che l’ex presidente in media si regalava ogni mese, servissero anche alle sue società. Spetterà alla finanza effettuare le verifiche.

 


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