Strega 2017, vince Cognetti che dedica il premio alla montagna

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E’ stato Paolo Cognetti ad aggiudicarsi la 71esima edizione del Premio Strega con Le otto montagne.  Già vincitore della competizione Giovani, Cognetti si aggiudica il riconoscimento letterario italiano più ambito.

“Questa vittoria la dedico proprio alla montagna che è un mondo abbandonato, dimenticato e distrutto. Io mi sono votato a cercare di raccontarla, a fare il portavoce. A cercare di fare il tramite tra la montagna e la pianura e la città” ha detto Cognetti all’annuncio della vittoria, bevendo il liquore Strega.

“Mi ricordo Pavese, Ginzburg, Morante e un sacco di maestri che hanno vinto questo premio e mi sento piccolissimo in confronto, e mi sento un’enorme responsabilità sulle spalle per cercare di essere degno di far parte di questa storia e di dire delle cose buone per i lettori” ha aggiunto Cognetti che ha vinto anche la prima edizione del Premio Strega Off con il 57% dei voti calcolati proporzionalmente tra riviste, blog letterari e pubblico presente nella stupenda cornice del museo Etrusco di Villa Giulia a Roma.

“È un’eredità la montagna: come succede nel libro, io sono figlio di veneti emigrati a Milano, racconta. Sono nato e cresciuto lì, ma non ci ho mai sentito le radici. Le sento invece in questa montagna della Valle d’Aosta dove passavo le estati da bambino. La mia montagna perduta, come quelle dei miei genitori erano le Dolomiti. Mi emoziono come ci si emoziona quando si torna a casa solo quando torno in montagna”.

“Il legame con la terra, i boschi, le acque che ho raccontato hanno risvegliato la mancanza che ne abbiamo. Siamo tecnologici e iperconnessi, ma abbiamo un corpo e siamo fatti della stessa materia delle montagne. Dentro di noi, da qualche parte, ce ne ricordiamo”, racconta ancora entusiasta ai cronisti il vincitore annunciato del Premio Strega 2017.

Ecco come Cognetti ha scoperto la sua passione per la scrittura: “Verso i 17 anni. Non è una di quelle aspirazioni che si possa tanto dichiarare. Per molto tempo è stato un segreto e una vergogna, un aspetto nascosto della mia vita. Per potermelo permettere ho fatto il documentarista, il barista alla Scighera – un circolo culturale di Milano -, ho insegnato nei corsi di scrittura, ho fatto il cuoco in montagna. Ora però sono una persona che vive dei suoi libri, da due anni. E questa è una grande conquista. Più grande dello Strega.”


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