Woodcock interrogato a Roma sul caso Consip: il pm nega tutto

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Henry John Woodcock  è arrivato a Roma per esse ascoltato dai giudici sul caso Consip.

Il pm della procura di Napoli è indagato per violazione del segreto d’ufficio ed è stato sentito dai colleghi di Roma nell’ambito dell’indagine sulla fuga di notizie dell’inchiesta Consip.

L’interrogatorio è durato circa 6 ore. Woodcock deve difendersi dall’accusa di aver rivelato atti coperti da segreto sui vertici istituzionali finiti nel mirino nei giorni tra il 20 e il 21 dicembre scorsi.

Nello stesso filone d’inchiesta è indagata per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio anche la giornalista Federica Sciarelli.

Woodcock ha negato ogni coinvolgimento

Henry John Woodcock ha ribadito di essere estraneo all’ipotesi di accusa della procura di Roma, quella di rivelazione del segreto d’ufficio. Il pm non ha messo sul tavolo soltanto la sua strategia difensiva. Pur senza accusare nessuno, ricostruendo dettagliatamente le giornate del 20 e 21 dicembre, ha consegnato alla Procura un nuovo scenario investigativo.

I due filoni dell’inchiesta Consip

Il primo filone dell’inchiesta riguarda la fuga di notizie sulla vicenda Consip legato alle notizie relative a atti istruttori coperti da segreto di cui sono venuti a conoscenza gli organi di stampa. Proprio in questa inchiesta è coinvolto il magistrato di Napoli.

L’altra indagine è quella legata a informazioni giunte ai vertici Consip che erano a conoscenza di intercettazioni e pedinamenti in corso, rispondono di rivelazione di segreto d’ufficio il ministro dello Sport, Luca Lotti, il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette e il generale di brigata dell’Arma Emanuele Saltalamacchia.

È indagato per favoreggiamento il presidente di Publiacqua Firenze Filippo Vannoni, mentre risponde di falso il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, che secondo gli inquirenti avrebbe alterato in più punti l’informativa sulla quale si basavano buona parte delle accuse a Tiziano Renzi, indagato per traffico di influenze. Infine il vice comandante del Nucleo operativo ecologico, Alessandro Sessa, è accusato di depistaggio per aver mentito nel corso di un’audizione testimoniale con i pm.


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