Chioggia, spiaggia dove si inneggia al fascismo: denunciato titolare

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Una storia che ha dell’incredibile, è successo a Chioggia dove il titolare di uno stabilimento balneare ha trasformato il suo lido in un luogo dove si inneggia al fascismo, con scritte e cartelli ovunque.

Ora arriva un’ordinanza «per l’immediata rimozione di ogni riferimento al fascismo contenuto in cartelli, manifesti e scritte» presenti all’interno dello stabilimento balneare Punta Canna a Chioggia è stata firmata dal prefetto di Venezia. L’atto sarà notificato al gestore dello stabilimento balneare, Gianni Scarpa. Nell’ordinanza è ordinato allo stesso Scarpa, informa la prefettura, «di astenersi dall’ulteriore diffusione di messaggi contro la democrazia».

“Sterminio dei tossici”

Il gestore del lido avrebbe confermato le sue dichiarazioni relative «allo sterminio dei tossici», di essere contro la democrazia e di altri richiami legati al periodo del Ventennio del Duce.

 

Cartelli stravaganti

Il cartello all’ingresso del parcheggio parla subito chiaro. “Zona antidemocratica e a regime. Non rompete i c…”. Ma è niente rispetto a quello che si vedrà e si sentirà più avanti, sotto gli ombrelloni, tra “camere a gas”, inni al Duce e al regime fascista, scritte sessiste. Lungo il sentiero di traversine in legno che porta verso la spiaggia altri cartelli avvisano i bagnanti: “Regole: ordine, pulizia, disciplina, severità”; “difendere la proprietà sparando a vista ad altezza d’uomo, se non ti piace me ne frego!”; “servizio solo per i clienti… altrimenti manganello sui denti”. Poi – prima della frase di Ezra Pound (“Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui”) – un’insegna indica i servizi igienici: “Questi sono i gabinetti per lui, per lei, per lesbiche e gay”.

 


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