Morto Al Baghdadi, questa volta è in arrivo la conferma ufficiale

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Dopo diversi annunci mai confermati sembra che questa volta la notizia sia vera. La televisione irachena Al Sumariya ha detto di avere saputo da “una fonte nella provincia di Ninive’ che la morte di Abu Bakr al Baghdadi, capo dell’Isis, è confermata.

Il terrorista più ricercato del pianeta, con una taglia di milioni di dollari sulla testa, è stato dato in più occasioni in passato per morto o ferito. Tutte informazioni che sono state poi puntualmente smentite.

L’Isis si appresterebbe ad annunciare il nome del successore di Baghdadi. “Le autorità di Daesh a Tel Afar, diventata la ‘capitale’ provvisoria dell’Isis dopo la caduta di Mosul, hanno annunciato la morte di Baghdadi, senza fornire dettagli, e hanno detto che il nome del nuovo ‘Califfo’ verrà annunciato presto”, ha detto la fonte.

Presto un successore

“Le autorità di Daesh a Tel Afar, che è diventata ufficiosamente la capitale provvisoria dopo la caduta di Mosul – afferma la fonte, non precisata – hanno annunciato in un comunicato molto breve diffuso attraverso la loro macchina della propaganda la morte del loro leader Baghdadi, ma senza fornire dettagli”. “Il comunicato di Daesh – aggiunge la fonte – dice che il nome del nuovo leader sarà presto annunciato, e fa appello ai seguaci perché continuino sulla via del Jihad, e si tengano al riparto da crisi interne”. Sempre secondo questa fonte, “la morte presunta di Baghdadi ha provocato un ‘colpo di Stato’ interno, con le rivalità per occupare le più alte cariche nella struttura del gruppo terrorista che hanno portato anche a scontri armati, e la proclamazione del coprifuoco in tutto il distretto”.

 

Cosa si sa di lui

Poche sono le notizie certe su al-Baghdadi. Si ritiene sia nato a Samarra, a nord di Baghdad, nel 1971. Venne catturato a Falluja ed è stato prigioniero degli americani in Iraq per dieci mesi, fra febbraio e dicembre 2004.

Al-Baghdadi si rivelò al mondo tre anni fa: all’inizio del luglio 2014, poche settimane dopo che l’Isis aveva preso il controllo della città di Mosul, al-Baghdadi apparve in un video che lo ritraeva nella Grande Moschea (o Moschea di Al-Nuri, ormai distrutta) mentre pronunciava un sermone in cui ordinava ai fedeli musulmani riuniti di obbedirgli e si autoproclamava “califfo” di un territorio che si estendeva dalla Siria all’Iraq, ovvero dalla provincia di Aleppo fino a quella di Diyala.

Negli anni il “califfato” ha fatto di Mosul e Raqqa le sue roccaforti e l’Isis ha terrorizzato e continua a terrorizzare l’Occidente. Mosul è stata “liberata”, dopo nove mesi di battaglia, e Raqqa si prepara all’offensiva finale contro i jihadisti.


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