Cellulare alla guida: si rischia ritiro patente per 3 mesi e maximulte

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Parlare al cellulare quando si è alla guida non è solo pericoloso, da oggi in poi potrà costarci caro, anzi carissimo. Le nuove sanzioni prevedono la sospensione della patente fino a tre mesi prevista già alla prima infrazione e dal raddoppio in caso di recidiva. Aumentano anche le sanzioni, prevista la decurtazione di 5 punti oltre ad una sanzione pecuniaria che va da 160 a 640 euro e, per chi viene sorpreso al telefonino la seconda, che passerà da 320 a 1282 euro. Anche il taglio dei punti raddoppierà in caso di recidiva.

Troppi incidenti per comportamenti rischiosi

“In Commissione abbiamo pressoché ultimato l’esame degli articoli e degli emendamenti di una legge che ho ritenuto di presentare, alla luce delle diverse emergenze in tema di sicurezza stradale: poche e urgenti modifiche al Codice della strada per contrastare gli incidenti e i comportamenti più rischiosi» dice Michele Meta, presidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati e relatore del testo.

Il vice ministro alle Infrastrutture Nencini ricorda poi «l’obbligo per gli automobilisti di mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro e mezzo dai ciclisti, in fase di sorpasso» e, «non meno importante», l’obbligo di «dotarsi di seggiolini con dispositivi anti abbandono di bambini in auto, una proposta da tempo caldeggiata dal governo e che è stata largamente condivisa in Parlamento».

 

Tecnologia elemento di distrazione al volante

“L’innovazione tecnologica – conclude Meta – deve essere sempre uno strumento per migliorare la sicurezza in automobile, come dimostrano le norme, anch’esse contenute nella legge in esame, sull’obbligo di dispositivi antiabbandono dei bambini. Quando invece le tecnologie diventano un fattore di distrazione, come testimoniano gli studi recenti sulle cause degli incidenti stradali, bisogna avere il coraggio di rispondere con una norma choc come questa”.

“Soddisfatto che l’orientamento del Governo sia stato fatto proprio dal relatore del provvedimento. Era doveroso assumere una posizione più rigida per limitare l’uso di smartphone e dispositivi elettronici, oggi prima causa di incidenti anche mortali sulle strade”, afferma il vice ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini.


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