Il Colosseo sarà parco archeologico: direttore potrà essere straniero

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Il Colosseo diventerà un parco archeologico e  potrebbe anche essere diretto da cittadini stranieri. Lo ha deciso il Consiglio di Stato dopo che il Ministero dei beni culturali aveva impugnato due sentenze del Tar Lazio. Accolti anche i ricorsi di Roma Capitale che aprono alla nomina con selezione pubblica internazionale del direttore del Parco.

Un successo del ministro Franceschini

La sentenza da ragione al ministro Franceschini e alla sua riforma contro la sindaca Raggi che lo aveva contestato accusandolo di abuso di potere. Una sentenza «che fa davvero giustizia», applaude soddisfatto il ministro della cultura Pd. Che si dice pronto ad «andare avanti con riforme e innovazione». E intanto annuncia l’ingresso nel Cda del Parco del dg Unesco Irina Bokova.

La sindaca romana almeno nell’immediato non replica. I suoi prendono tempo: «Aspettiamo di vedere le carte», spiega la presidente della commissione cultura di Roma Capitale, Eleonora Guadagno (M5S). «Sicuramente – continua – ci sarà un incontro ufficiale con il ministro dei Beni Culturali Franceschini e speriamo che accolga la nostra richiesta di allargare il Parco Archeologico a tutta la città metropolitana».

Il percorso, quindi, riprende da dove era stato bloccato. Riparte innanzitutto il concorso internazionale che avrebbe dovuto portare già entro giugno alla nomina di un direttore manager per l’Anfiteatro Flavio ed il suo enorme parco, il più grande di tutti con i suoi 78 ettari di meraviglie, dal Colosseo ai Fori, il Palatino, la Domus Aurea, solo per citare i monumenti più celebrati e visitati della Roma antica. Quando sono state bloccate, un mese e mezzo fa, le procedure per la selezione erano già abbastanza avanzate, mancavano solo gli orali.

Il nuovo direttore entro l’autunno

La nomina del nuovo direttore, quindi, potrebbe arrivare già entro l’autunno. E si riparte anche con la nuova organizzazione che prevede che tutto quello che non rientra nel Parco del Colosseo sia gestito da una soprintendenza archeologica speciale.

Il ministro, che qualche settimana fa aveva incassato un’altra soddisfazione dal Consiglio di Stato con il reintegro dei cinque direttori di musei autonomi ‘bocciatì dal Tar si dice soddisfatto: «Anche Roma con il Parco archeologico più importante e visitato al mondo potrà allinearsi con i musei e i luoghi della cultura che stanno vivendo una stagione di successi grazie alla riforma del sistema museale italiano e ai nuovi direttori», commenta accogliendo la decisione del Consiglio di Stato.


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