Caso Fincantieri, Calenda: “Non arretriamo di un centimetro”

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E’ stato molto chiaro il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in merito alla questione Fincantieri: “Coi francesi non arretriamo di un centimetro. Non accettiamo il 50%”.

“E’ una questione di rispetto e dignità”, precisa Calenda, sottolineando che l’obiettivo della riunione in programma martedì a Roma con il ministro francese Bruno LeMaire  è “far capire che la strategia francese non è quella giusta. Non c’è verso che noi accettiamo il 50 per cento proposto da Parigi”.

“Non si risponde nazionalizzando la Telecom, perché ad una fesseria non si risponde con una fesseria più grossa”, ha detto. In Telecom sono da poco diventati i ‘controllori’ di fatto i francesi di Vivendi.

Il ministro Calenda ha parlato anche d’altro, ripercorrendo la storia del governo Renzi: “Dove ci siamo fatti male nel precedente governo non è stato per le cose fatte ma perché abbiamo cominciato a dire: è fatta, non c’è problema”. Secondo Calenda l’esecutivo dell’ex sindaco di Firenze “per me ha fatto un ottimo lavoro. Ma doveva essere in grado di dire: queste cose non hanno funzionato, abbiamo sbagliato. Non si può prendere il consenso come una misura, ma come un’idea. Chi non lo farà si farà male”.

Sul tema Fincantieri è intervenuta anche Roberta Pinotti, ministro della difesa. “Stiamo seguendo con attenzione la vicenda, stiamo parlando della possibilità di costituire il più importante polo della cantieristica europea navale. Se vogliamo andare verso una difesa europea, avere anche delle aggregazioni industriali è spinta ulteriore. Già lavoriamo con la Marina francese, ci sono navi importanti come Nave Orizzonte e le Fremm che abbiano costruito assieme. Ovviamente questo polo potrebbe poi raccogliere anche i tedeschi, con cui già facciano i sommergibili”, ha dichiarato.


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