Tensione Usa-Russia: Putin espelle dal paese 755 diplomatici americani

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    Russian President Vladimir Putin (C) attends a State Council meeting at the Kremlin in Moscow on December 27, 2016. / AFP PHOTO / POOL / NATALIA KOLESNIKOVA

Vladimir Putin ha deciso di espellere 755 diplomatici americani dalla Russia, decretando la fine dei buoni rapporti con Donald Trump. La sua decisione è una risposta alle nuove sanzioni appena approvate dal Congresso, per punirlo dell’interferenza nelle presidenziali dell’anno scorso. Putin ha comunicato la sua decisione nel corso di un’intervista al canale televisivo Rossiya 1.

Le parole di Putin

“E’ venuto il momento di spiegare a Washington che le loro azioni non resteranno senza risposta” ha detto il presidente russo, “senza alcuna provocazione, hanno assunto nuove decisioni che peggiorano le nostre relazioni bilaterali”.

“La parte americana ha fatto una mossa non provocata, per peggiorare le relazioni. Ciò include restrizioni illegali, tentativi di influenzare altri Stati nel mondo, inclusi i nostri alleati, che sono interessati a sviluppare e conservare le relazioni con noi”. Con queste parole il capo del Cremlino si riferiva alle nuove sanzioni, approvate venerdì scorso a larghissima maggioranza dal Senato e dalla Camera Usa. Quindi ha proseguito: «Abbiamo aspettato per parecchio tempo che qualcosa cambiasse per il meglio, ma sembra che ciò non avverrà nel prossimo futuro. Quindi ho deciso che è arrivato il momento di dimostrare che non lasceremo niente senza risposta».

Trump “costretto” dal Congresso

Trump è indebolito dopo che il Congresso ha approvato la legge che autorizza le nuove sanzioni e blocca la possibilità di revocarle. Se anche volesse, quindi, non potrebbe fare nulla. E Putin se ne è accorto.  ISaranno espulisi lo staff di supporto, i contractors, persino chi porta il caffè. Ed è proprio in queste figure che, in ogni Paese, si nasconde la doppia identità degli 007.

 

Il capo della Casa Bianca non voleva queste misure, perché prevedeva che avrebbero determinato la fine dei suoi tentativi di riprendere il dialogo con Mosca, ma la pressione dell’inchiesta sul Russiagate, e la netta maggioranza dei parlamentari che le hanno votate, lo hanno costretto ad annunciare che non avrebbe usato il potere di veto per cercare di fermarle.

Molte sfere di cooperazione tra i due Paesi

Il capo del Cremlino ha proseguito notando che ci sono diverse «sfere di cooperazione importanti» tra i due Paesi, che lui spera non siano compromesse dalla sua iniziativa. Si riferiva alla lotta contro il terrorismo, il controllo delle armi nucleari, i progetti spaziali e la tregua appena annunciata in alcune zone della Siria, dopo il vertice di Amburgo con Trump: «Noi lavoriamo insieme anche per combattere l’immigrazione illegale e il crimine organizzato, e poi c’è la questione della sicurezza cibernetica. La cosa principale è che abbiamo una collaborazione su diversi aspetti in molti campi. Mosca ha molto da dire e ci sono un numero di sfere di cooperazione che potremmo potenzialmente tagliare, sensibili per la parte americana. Ma non credo che dovremmo. Ciò danneggerebbe lo sviluppo delle relazioni internazionali. Spero di non arrivare a questo punto. Ad oggi, sono contrario».

Putin ha dichiarato all’emittente di non prevedere “a breve” un miglioramento delle relazioni con gli Usa, dopo la conferma delle sanzioni con una maggioranza schiacciante e bipartisan a Capitol Hill: “Noi abbiamo atteso per molto tempo, sperando che situazione potesse cambiare in meglio. Ma sembra che la situazione non sia cambiata e non penso che accadrà a breve”.


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