Alessandra Amoroso nei guai, nel frattempo peró si si gode l’estate

Alessandra Amoroso nei guai, nel frattempo peró si si gode l’estate – L’ater ha chiesto alla cantante Alessandra Amoroso ben 3.500 euro. Il motivo? Giró un video clip musicale in un suo stabile senza chiedere l’autorizzazione né pagare il canone. Nella denuncia si parla di invasione di edificio e truffa. La decisione adesso spetta alla procura.

Dal canto suo, la Amoroso, si gode l’estate. In un video pubblicato sul suo profilo instagram fa un gran salto: “Evviva la vita” commenta la cantante. Ricordiamo peró come, ben un anno fa, quando si mostró in costume, venne criticata dai follower per l’eccessiva magrezza. Che ne pensate del bikini 2017?

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Alessandra Amoroso nei guai – Ater non aveva rilasciato l’autorizzazione

Si tratta del video “Fidati Ancora Di Me”. La cantante, fuori in giardino, stava davanti ai riconoscibilissimi murales appartenenti al progetto “Big Ciry Life”. Successivamente, sempre nel video, la Amoroso compare ancora sul tetto. Non ci sono dubbi, si tratta delle case di edilizia pubblica regionale.

Proprio in questi giorni si è venuti a conoscenza che Ater, per quelle riprese, non aveva rilasciato alcuna autorizzazione. Di conseguenza, il direttore generale Franco Mazzetto, ha presentato una denuncia – querela in procura con la seguente motivazione:

“Danno patrimoniale e reato di d’invasione di edificici nella forma perseguibile d’ufficio poichè si tratta di edilizia residenziale appartenente ad un ente pubblico”

La vicenda

Come riportato dal Corriere della Sera, nella denuncia del 4 Luglio scorso l’Ater ha ripercorso le tappe di tutta la vicenda. Nel Febbraio scorso la societá BMovie Italia srl chiede l’autorizzazione per le riprese. L’azienda risponde dando disponibilitá ma a condizione che si segua l’iter autorizzativo e si paghi il canone previsto (ovvero 1.000 euro al giorno ed una cauzione di 2.500 euro).

La risposta da parte della produzione della cantante era stata negativa, ció indusse l’Ater a pensare che avessero rinunciato alla realizzazione del progetto. A giugno, un dipendente dell’azienda, nel guardare il video, riconosce:
“il lastrico solare dell’edificio del lotto 1, civico 63, e poi i vialetti condominiali, e anche il giardino di pertinenza dell’Ater.”

Ecco cosa scrivono in merito alla vicenda i legali dell’azienda:

“Purtroppo è di solare evidenza che tale comportamento è stato realizzato per perseguire un ingiusto profitto a danno della pubblica amministrazione. Consistente tanto nel mancato versamento del canone giornaliero per l’utilizzo del complesso quanto per gli introiti di carattere pubblicitario derivanti dalla rapida diffusione e commercializzazione del videoclip musicale”.

La decisione finale adesso spetta solo alla procura.


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