Nave Ong Rettet ferma a Lampedusa: ordine della Procura di Trapani

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La nave Iuventa della ong tedesca Jugend Rettet, una di quelle che non ha firmato il protocollo, è stata fermata nella notte al largo di Lampedusa dalla Guardia costiera italiana, che l’ha scortata fino al porto.

C’è chi parla già di giro di vite nei confronti delle ong che soccorrono migranti nel Mediterraneo dopo il codice di comportamento predisposto dal Viminale, che è stato sottoscritto solo da tre organizzazioni.

È stata la procura di Trapani a richiedere il fermo della nave “Iuventa” della ong tedesca Jugend Rettet. Il fermo amministrativo è stato disposto dal procuratore aggiunto Ambrogio Cartosio e dal sostituto procuratore Andrea Tarondo che da mesi indagano sui rapporti tra le ong che operano nel Mediterraneo e alcuni presunti scafisti. L’accusa è di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” e l’episodio da cui è scaturita l’indagine, secondo fonti investigative, si riferisce a un intervento di soccorso della “Iuventa” eseguito il 3 novembre scorso con trasbordo sulla nave Phoenix del Moas che sbarcò a Trapani 457 migranti e 8 salme.

La Ong Rettet

La ong Jugend Rettet è stata fondata nel 2015 da giovani dell’alta e media borghesia tedesca che hanno scelto di salvare i migranti in fuga dalle guerre e dalla fame, aveva acquistato due anni fa la Iuventa nel porto di Endem, in Germania, trasformando quel vecchio peschereccio in una vera nave adatta a missioni di search and rescue.

Un normale controllo dice la Ong

Dalla nave sono stati fatti scendere due siriani, che sono stati accompagnati nel Centro di prima accoglienza dell’isola. I due migranti erano stati trasferiti in precedenza a bordo della nave della ong tedesca proprio da una delle unità militari italiane impegnate nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo.

Per scortare in porto la Iuventa sono intervenute diverse motovedette della Guardia costiera. Il comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, il tenente di vascello Paolo Monaco, è salito a bordo della nave dove è rimasto per oltre due ore nella cabina di comando. “Si tratta di un normale controllo, che abbiamo fatto e che non comporterà alcun problema – ha spiegato l’ufficiale dopo essere sceso dalla Iuventa – . Ora controlleremo i documenti di tutto l’equipaggio e già questa mattina potranno ripartire da Lampedusa se dagli accertamenti emergerà che tutto è in regola”.

Su Twitter l’organizzazione chiarisce: “La Iuventa non è stata confiscata. Il nostro equipaggio non è stato arrestato. Quel che è successo è una procedura standard. Siamo in attesa di maggiori informazioni”.

Ieri la stessa Guardia costiera ha soccorso in 4 operazioni circa 500 persone al largo della Libia, servendosi anche dell’aiuto di Msf, che è una delle ong che ha rifiutato di sottoscrivere le nuove regole.

Nel frattempo sul punto è arrivato l’avvertimento dell’Ue: la Commissione da Bruxelles, per bocca del portavoce per Migrazione e Affari interni Natasha Bertaud, ha messo in chiaro che di fatto chi non firmerà il documento non si vedrà riconoscere la garanzia di attraccare nei porti italiani.


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