Operazione “12 apostoli”: scoperta setta religiosa che abusava di minori

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La Polizia Postale e delle Comunicazioni  di Catania, su delega della Procura distrettuale di Catania, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Catania nei confronti di 4 persone ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori.

La denuncia di una madre

L’indagine ha preso avvio lo scorso anno, quando la madre di una minore (di anni 15) denunciò alla Polizia Postale di Catania i reiterati abusi sessuali subiti dalla figlia all’interno di una congregazione religiosa, denominata “Associazione Cattolica Cultura ed ambiente”, in Aci Bonaccorsi (CT), fondata da un sacerdote ormai  deceduto, e gestita da uno degli odierni arrestati.

Una setta religiosa con 5 mila adepti

Si tratta di una comunità, composta da circa 5mila persone, un gruppo chiuso, con selezione d’ingresso ad organizzazione di tipo fortemente gerarchico, al cui vertice è posto l’odierno arrestato, affiancato da altri soggetti aventi vari incarichi direttivi, denominati “12 apostoli”.

All’interno di questa comunità, formalmente dedita alla vendita di prodotti agricoli coltivati dagli stessi adepti (con proventi di migliaia di euro mensili), venivano perpetrati, da moltissimi anni, atti di violenza sessuale ai danni di minorenni, qualificati come azioni mistiche e spirituali, aventi valenza religiosa.

Le indagini partite da uno smartphone

In occasione della denuncia, la madre della minore consegnò  uno smartphone in cui erano contenute conversazioni in chat, utili alle indagini, estratte in maniera forense dalla Polizia.

Successivamente, sono state identificate altre persone offese che, hanno confermato gli abusi (a volte risalenti negli anni), descrivendo lo stato di totale plagio esistente all’interno del gruppo, fondato su argomenti di carattere religioso. Persuasione tanto forte da indurre anche alcune donne, madri di minori, a condurre consapevolmente le figlie all’interno del gruppo, nonostante le pratiche che venivano esercitate.

Le indagini condotte dalla Polizia di Stato hanno consentito di accertare la sussistenza di una vera e propria associazione a delinquere, finalizzata alla violenza sessuale aggravata, composta oltre che dal gestore della comunità, anche da almeno tre donne.

Il reclutamento dei minori

Queste si occupavano del reclutamento delle minori da sottoporre alle pratiche sessuali. Le ragazze venivano convinte del fatto che i rapporti con il gestore della congregazione non erano atti sessuali, bensì atti di “amore pulito” , “amore dall’alto”. Venivano organizzati dei veri e propri “turni” delle bambine presso l’abitazione dell’uomo, durante i quali le minori, oltre ad attendere alle svariate necessità dell’indagato (lavarlo, vestirlo, pulire la sua abitazione, ecc.), dovevano soddisfare anche le sue richieste sessuali, a volte anche in gruppo.

Le vittime, inoltre, erano costrette a sottoscrivere delle lettere in cui dichiaravano il loro amore, dichiarandosi espressamente consenzienti alle sue richieste sessuali. Se accadeva che le minori esternavano dubbi o non aderivano alle richieste dell’uomo e delle sue collaboratrici venivano tacciate di essere prive di fede in Dio e, talvolta, anche multate, con obbligo di pagamento di somme di denaro.

Gli abusi venivano consumati oltre che all’interno dell’abitazione del gestore della comunità, anche all’interno del cosiddetto “cenacolo”, luogo dove la Comunità si riuniva con cadenza settimanale per riunioni su argomenti religiosi, in occasione delle quali l’uomo faceva delle “locuzioni” religiose, proclamandosi la reincarnazione di un Arcangelo.

Nel corso delle perquisizioni locali ed informatiche è stato rinvenuto materiale cartaceo ed informatico, tra cui moltissime delle lettere scritte dalle giovani, oltre ad un “registro” con gli elenchi nominativi di migliaia di adepti.

Numerose le donne, minori e maggiorenni, vittime in questa vicenda che dura da oltre 25 anni.


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