Iuventa sotto sequestro a Trapani: soccorsi concordati con scafisti

Arrivata a Trapani la nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet  posta sotto sequestro dalla Procura trapanese nell’ambito di un’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione.

La nave è salpata nel tardo pomeriggio di giovedi dall’isola di Lampedusa con a bordo alcuni uomini della Guardia Costiera. Ieri uno dei difensori della Ong tedesca, l’avvocato Leonardo Marino, ha annunciato che presenteranno ricorso contro il sequestro.

Sotto sequestro come tutti i PC, smartphone e documenti della ONG Jugend Rettet, accusata dalla Procura di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si indaga sui contatti tra la ONG e gli scafisti – al telefono, intercettati, la capomissione e un giovane parlavano di soccorsi con largo anticipo, all’apparenza “programmati”.

Secondo i magistrati in almeno tre operazioni a ridosso delle coste libiche la nave di Jugend Rettet ha accolto a bordo migranti che si trovavano su barconi che non erano sul punto di affondare, facendo pensare ad una consegna da parte degli scafisti invece che ad un salvataggio. Un comportamento irregolare e punito dal codice penale, quello della ONG, in cui i magistrati non rilevano scopi di lucro ma motivi umanitari.

La difesa dell Ong Rettet

Faremo ricorso, hanno subito fatto sapere i legali dell’organizzazione. Al momento non sono emersi collegamenti tra l’equipaggio – già sentito dagli inquirenti – e i trafficanti libici: nessuna delle persone imbarcate è indagata per associazione a delinquere. Pochi giorni dopo la mancata firma del codice delle ONG, è uscita la notizia che Jugend Rettet è accusata dalla Procura di Trapani di favorire l’immigrazione clandestina. L’inchiesta è partita dalle segnalazione di personale della sicurezza a bordo della nave Vos Hestia di Save the Children (dipendendenti una società terza, non nostri – ha precisato l’ONG) poi si è deciso di affiancare un agente dello Sco infiltrato per 40 giorni sulla nave Vos Hestia, che ha girato foto e video.

”Per noi il salvataggio di vite umane è e sarà la priorità e ci dispiace non poter operare nella zona di ricerca e salvataggio in questo momento. Non vogliamo fare alcuna ipotesi, per questo stiamo raccogliendo informazioni a tutti i livelli” – i legali stanno mettendo a punto la strategia difensiva. Ma una cosa è certa:  “Faremo ricorso al tribunale del Riesame di Trapani contro il sequestro”, ha fatto sapere l’avvocato Leonardo Marino nominato difensore dal legale rappresentante dell’associazione umanitaria, Katrin Schmidt.

Nuove adesioni al “codice”

Intanto anche l’ONG Sea Eye ha deciso sottoscrivere le regole del Ministero dell’Interno come Moas, Save the Children, Proactiva Open Arms. “Chiedo a tutti di aderire all’iniziativa (il codice di condotta, ndr) mi dispiace che alcune ONG abbiano scelto di non firmare –  dice il commissario europeo a Migrazione e Affari interni, Dimitris Avramopoulos – dobbiamo lavorare tutti assieme per smantellare il modello di business dei trafficanti ed evitare le morti dei migranti”.


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