Usa pronti alla guerra preventiva contro la minaccia di Pyongyang

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    epa05968017 US National Security Advisor H.R. McMaster takes questions from the news media during a press conference in the Brady Press Briefing Room at the White House in Washington, DC, USA, 16 May 2017. McMaster spoke on US President Donald J. Trump's alleged intelligence remarks to Russian government representatives during a meeting at the White House on 10 May. EPA/MICHAEL REYNOLDS

Gli Usa si dicono pronti ad intervenire contro la minaccia nucleare di Pyongyang. E intanto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approva all’unanimità nuove, pesanti, sanzioni economiche contro il regime di Pyongyang per i due nuovi test missilistici compiuti in luglio.

Il capo del Consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, H.R. McMaster, avverte: «Siamo pronti a tutte le opzioni per contrastare la minaccia nucleare coreana, compresa quella di una guerra preventiva».

Missili che possono raggiungere gli USA

Dopo il collaudo di missili balistici ormai tecnicamente in grado di raggiungere il territorio degli Usa e le ripetute minacce del regime di Kim Jong Un, Tillerson aveva provato a inviare un messaggio rassicurante: «Non vogliamo imporvi un cambio di regime, non vogliamo il collasso di Kim, non siamo i vostri nemici. Ma non accettiamo di essere minacciati: parliamoci».

Il regime di Kim Jong-un non ha però mai mostrato alcuna flessibilità e allora, a poche ore dal summit asiatico, è arrivato anche l’altolà dell’ex generale responsabile delle politiche della Casa Bianca per la sicurezza: «Il presidente Trump è stato chiaro: non tollererà più le minacce della Corea del Nord. È inaccettabile che questo Paese abbia armi nucleari che possono essere lanciate contro gli Usa».

Pronti ad agire non solo con i negoziati

Pyongyang con i suoi missili è in grado di raggiungere San Francisco o Washington: “Quello che posso dire è che siamo di fronte a una minaccia gravissima”.

Per McMaster bisogna agire nella direzione della denuclearizzazione della penisola coreana. Con i negoziati, certo, ma Washington afferma di tenersi aperte tutte le strade. Come, del resto, chiedono i repubblicani in Congresso: «Se mi chiedete se stiamo preparando anche piani per una guerra preventiva per prevenire un attacco nucleare della Nord Corea, rispondo di sì» ha detto l’ex generale McMaster in un’intervista alla rete televisiva Msnbc.

Scenari di una guerra devastante

McMaster ha aggiunto di rendersi conto che un attacco alla Corea del Nord potrebbe portare a una guerra devastante, capace di provocare grandi sofferenze soprattutto per la popolazione sudcoreana, ma ha aggiunto che la guerra è la soluzione estrema alla quale un Paese arriva solo quando si convince che se non agisce subirà devastazioni ancor più spaventose.

la Cina, unico interlocutore di Pyongyang  stavolta si è schierata con gli Usa e gli altri, rendendo totale l’isolamento di Kim Jong Un, capo di un Paese economicamente allo stremo, che ottiene valuta quasi solo con l’esportazione di carbone per 3 miliardi di dollari l’anno. Ora con le sanzioni il dittatore vedrà ridotte di un terzo queste sue vendite.

Pesanti sanzioni dall’Onu

Intanto l’Onu invia un messaggio forte varando la risoluzione proposta dagli Usa con l’obiettivo di mettere in ginocchio l’export di Pyongyang, con un divieto assoluto che riguarda i settori del carbone, ferro, piombo e dei prodotti ittici. Un colpo durissimo per un Paese povero e già profondamente isolato.

Anche la Cina, unico interlocutore di Pyongyang, stavolta si è schierata con gli Usa e gli altri, rendendo totale l’isolamento di Kim Jong Un, capo di un Paese economicamente allo stremo, che ottiene valuta quasi solo con l’esportazione di carbone per 3 miliardi di dollari l’anno. Ora con le sanzioni il dittatore vedrà ridotte di un terzo queste sue vendite. Previsto pure il divieto di inviare nuovi lavoratori all’estero.


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