Chi è Marine Le Pen

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Biografia

Marine Le Pen nasce il 5 agosto del 1968 a Neuilly-sur-Seine, ultima di tre figlie di Jean-Marie Le Pen, politico della Bretagna ed ex paracadutista, e di Pierrette. Deve fare i conti durante l’infanzia con le prese in giro dei suoi compagni di scuola, che etichettano suo padre come fascista. Nel 1976, Marine e il resto della famiglia (mamma, papà e le due sorelle, Yann e Marie Caroline) sopravvivono a un attentato: una bomba indirizzata al padre esplode fuori dall’appartamento in cui vivono, causando una voragine nel muro dell’edificio. Né Marine, che all’epoca ha otto anni, né i suoi familiari, comunque, rimangono feriti.

La formazione

Dopo essersi diplomata al liceo “Florent Schmitt” di Saint-Cloud, supera il divorzio dei suoi genitori, avvenuto nel 1987, e si iscrive al Panthéon-Assas University, dove studia legge. Laureatasi in Giurisprudenza nel 1991, l’anno successivo ottiene un Dea in diritto penale. Dopo aver ricevuto l’attestato di avvocato (Capa) diventa praticante a Parigi.

Lavora come avvocato per sei anni, tra il 1992 e il 1998: il suo impiego la porta, tra l’altro, a rappresentare legalmente immigrati clandestini. Nel 1995 sposa Franck Chauffroy, manager che lavora per il Front National, il partito politico di cui suo padre è leader (i due avranno tre figli: Jehanne, Louis e Mathilde). Alla fine degli anni Novanta, Marine Le Pen decide di seguire le orme del padre impegnandosi attivamente nel Front National.

La politica

Il 15 marzo del 1998 diventa consigliere regionale di Nord-Pas-de-Calais per l’Fn, mentre due anni più tardi viene nominata presidente dell’associazione “Generations Le Pen”, un ente vicino ai valori del Front National che intende diffondere tra i giovani il pensiero di Le Pen. Nel frattempo, divorzia da Franck e inizia a frequentare Eric Lorio, già segretario nazionale del partito.

Nel 2003, Marine diventa vice-presidente del Fronte, prima di lasciare il consiglio regionale di Nord-Pas-de-Calais e candidarsi – l’anno successivo – alla presidenza della regione Ile-de-France: conquistando il 12.3 % delle preferenze, ottiene la carica di consigliera regionale.

In seguito alle elezioni europee del 2004, diventa euro-parlamentare a Strasburgo nella circoscrizione Ile-de-France. Nel 2007 organizza e gestisce la campagna elettorale del padre per le elezioni presidenziali in Francia; dopo essere diventata consigliera municipale di Hénin-Beaumont, nel 2009 viene eletta nuovamente euro-parlamentare, questa volta nella circoscrizione Nord Ovest. Nello stesso periodo, in occasione dell’approvazione in Svizzera dell’iniziativa popolare di divieto di costruire nuovi minareti, si schiera a favore del popolo elvetico, stigmatizzando il disprezzo per la democrazia diretta espresso da un'”élite dominante”.

Vita privata

Sul fronte della vita privata, invece, inizia una relazione sentimentale con Louis Aliot, dal 2005 segretario generale del Front National, con il quale va a vivere a Hénin-Beaumont. Nel 2010, alle elezioni regionali francesi concorre alla carica di presidente della regione Nord-Pas-de-Calais: al primo turno viene scelta dal 18.31 % dei votanti, mentre al secondo turno ottiene il 22.20 % delle preferenze.

E’ in questo periodo che Jean-Marie inizia a parlare di un possibile passaggio di testimone tra padre e figlia alla guida del Front National. Marine Le Pen inizia così una campagna elettorale di quattro mesi per conquistare la leadership del partito, che la porta a organizzare e partecipare a incontri con gli iscritti e i simpatizzanti del partito in 51 dipartimenti, per spiegare nel dettaglio la sua visione politica e i suoi progetti.

Le posizioni

Nel corso di questa campagna, finisce nel mirino dei giornalisti a causa di una dichiarazione ritenuta offensiva contro gli appartenenti alla religione musulmana: durante un discorso agli iscritti al partito a Lione il 10 dicembre del 2010, sostiene che il blocco di strade e piazze pubbliche in molte città della Francia (tra cui rue Myrha nel 18esimo arrondissement di Parigi) per favorire le preghiere dei musulmani sia illegale e paragonabile a un’occupazione del territorio francese. E’, in particolare, un paragone con la Seconda Guerra Mondiale (e il riferimento all’occupazione da parte dei tedeschi a partire dal maggio del 1940) a suscitare l’indignazione dei media e dei politici avversari: gli analisti commentano immediatamente le dichiarazioni di Marine e, mentre l’imam della Gran Moschea di Parigi Dalil Boubakeur condanna il paragone della Le Pen, Louis Aliot, membro del Comitato Esecutivo del Front National, denuncia il tentativo di manipolazione dell’opinione pubblica.

A dispetto delle polemiche, comunque, Il 16 gennaio 2011 Marine Le Pen viene ufficialmente eletta presidente del partito sfiorando il 68 % di voti e sconfiggendo il suo avversario Bruno Gollnisch.

Marine, inoltre, si schiera contro l'”Europa di Bruxelles” che in ogni parte impone i principi distruttivi dell’ultra liberalismo e del commercio libero a spese del pubblico impiego e dell’equità sociale.

In aprile le sue posizioni geopolitiche vengono salutate con grande favore dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti: Marine dichiara che, in caso di vittoria alle future presidenziali, farà uscire la Francia dalla Nato e intraprenderà una collaborazione privilegiata con la Russia, sostenendo l’importanza di un partenariato strategico per gli interessi di indipendenza energetica di Parigi oltre che per ragioni di comunanza culturale.

Primo comizio

Il primo comizio ufficiale della Le Pen come leader del Front National va in scena il 1° maggio del 2011 dopo la tradizionale marcia di Parigi, davanti a 3mila persone. L’anno successivo la politica di Neuilly-sur-Seine si candida alle elezioni presidenziali in programma il 22 aprile del 2012: al primo turno si piazza al terzo posto, con quasi il 18 % dei consensi, alle spalle del socialista Hollande, che diventerà presidente, e del gollista Sarkozy, presidente uscente. E’, questo, il migliore risultato mai conquistato dal Front National in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica.

Vicende giudiziarie

Nello stesso anno, tuttavia, Marine Le Pen viene indagata dalla procura di Lione con la motivazione di incitazione alla violenza, alla discriminazione o all’odio verso un gruppo di persone a causa della loro religione. Il 26 novembre 2012 il ministero della Giustizia francese presenta la richiesta di revocare alla Le Pen l’immunità parlamentare, visto che i fatti che le vengono imputati non sono in relazione diretta o evidente con l’esercizio dell’attività di parlamentare europea: il Parlamento Europeo accetta la richiesta nel luglio del 2013.

Alle elezioni europee di fine maggio 2014, il partito di Marine Le Pen stravince, ottenendo un inaspettato risultato che fa del Fn (Front National) il primo partito del paese, con oltre il 25% delle preferenze.