Uomo violenta e picchia moglie e cognata, poi si lancia dal tetto

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Un uomo di origine algerina ha tenuto Jesolo col fiato sospeso per alcune ora ieri mattina. Forse a causa di una lite familiare l’uomo avrebbe prima violentato e picchiato moglie e cognata per poi raggiungere il tetto in evidente stato di alterazione: dopo alcune ore si è lanciato giù. Ora è gravissimo, e una parte della folla presente ha applaudito.

Con sé, sul tetto, ha portato anche il coltello con cui aveva minacciato e stuprato moglie e cognata e una bottiglia. Sul posto alle 13.30 di mercoledì sono arrivate diverse pattuglie dei carabinieri, volanti della polizia e un’ambulanza. Intorno, in piazza, residenti e passanti hanno assistito alla scena a distanza.

Momenti di tensione e paura

L’algerino, ubriaco e visibilmente alterato, ha lanciato a terra alcune tegole del tetto e banconote, chiedendo che qualcuno andasse a comprargli le sigarette, gridando: «Mi uccido». Poi, improvvisamente, intorno alle 14 ha preso la rincorsa e si è buttato dal tetto, sfracellandosi a terra dopo un volo di dieci metri. L’impatto è stato terribile: prima è stato trasportato all’ospedale di Jesolo poi, viste le condizioni disperate, con un elicottero all’ospedale di Mestre dove è stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico per le fratture al bacino, al cranio e agli arti.

L’allarme lanciato dalla vittime

A lanciare l’allarme sono state la moglie del 41enne, italiana, e la sorella di lei, dopo essersi allontanate dalla furia dell’uomo. Alle forze dell’ordine hanno raccontato di essere state oggetto di violenza sessuale da parte dello scalmanato.
A nulla sono valsi i tentativi dei carabinieri, che cercavano di farlo scendere. A carico del 41enne, che si trova in prognosi riservata, si prospettano i reati di resistenza a pubblico ufficiale, violenza domestica e lesioni. Oltre alla violenza sessuale, nel caso in cui il racconto delle donne fosse confermato.


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