Corea del Nord, Kim lancia tre missili nel Mar del Giappone

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La Corea del Nord ci riprova; la scorsa notte ha compiuto un nuovo lancio di missili balistici, caduti nel Mare del Giappone. I militari americani sostengono che i lanci sarebbero stati tre, compiuti nell’arco di 30 minuti e che si tratterebbe di un test sostanzialmente fallito.

“Il primo e il terzo missile non sono riusciti a volare a lungo. Il secondo missile lanciato sarebbe invece esploso quasi subito”, ha dichiarato Dave Benham, comandante dello Us Pacific Command, secondo il quale non c’è stata la minima minaccia a Guam o al territorio degli Usa. Secondo Seul, i missili sono caduti dopo 250 chilometri nel Mare del Giappone.

Per gli Stati Uniti, pertanto, si tratta di un episodio di poco conto, visto che non c’è alcuna minaccia nei confronti di Guam o di altre porzioni di territorio americano. In base alle informazioni dell’intelligence sudcoreana che ha esaminato le tracce radar dei vettori, i missili sono stati lanciati poco prima delle 7.00 del mattino, ora di Seoul (poco prima della mezzanotte in Italia), dalla provincia nordcoreana di Gangwon. Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, è stato immediatamente informato dell’accaduto. “Rimaniamo in allerta e manteniamo un’attenta sorveglianza sulla Corea del Nord in caso di ulteriori provocazioni”, fanno sapere dal ministero della difesa di Seoul.

La reazione di Trump

Donald Trump – ha detto la Casa Bianca – è stato informato sul lancio che avviene mentre le forze militari statunitensi e sudcoreane stanno svolgendo le loro esercitazioni congiunte. I vertiici militari sudcoreani ed Usa stanno compiendo ulteriori analisi sulla natura del missile.

La reazione dell’ONU

“Nel comitato sanzioni per la Nord Corea del Consiglio di Sicurezza Onu c’è una chiara idea comune sulla necessità di continuare a esercitare pressione su Pyongyang per evitare che continui a violare le risoluzioni internazionali, questo è l’obiettivo di tutti i membri”, ha detto l’ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente al Palazzo di Vetro, al termine dell’ultima riunione della commissione da lui presieduta.


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