Missile nordcoreano sorvola il Giappone, minaccia grave: le reazioni

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La Corea del Nord torna a minacciare e lo fa con il lancio di un missile balistico a medio raggio, forse il primo disegnato per trasportare una testata nucleare: lo riportano i media sudcoreani. Il missile, dopo aver sorvolato il Giappone è caduto nel Pacifico settentrionale dopo ben 2.700 km . Il missile è caduto spezzandosi in tre pezzi nel Mar del Giappone.

Secondo Seul si tratta dell’operazione più aggressiva di Pyongyang verso un alleato Usa. Washington e Seul stanno già avviando manovre militari su vasta scala.

Riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunirà oggi d’urgenza su richiesta di Usa, Corea del Sud e Giappone «sulle minacce a pace e stabilità». Il presidente Donald Trump e il premier nipponico Shinzo Abe hanno avuto una telefonata sulla vicenda, convenendo di tenere viva la pressione su Pyongyang.

La Corea del Sud, in risposta al missile, ha tenuto manovre aeree con quattro caccia F-15 che hanno sganciato otto bombe MK-84 su target al Pilseung Range, campo militare sulla costa orientale: il portavoce presidenziale Park Su-hyun ha detto che il direttore della sicurezza nazionale Chung Eui-yong ha avuto un colloquio con la controparte americana H.R. McMaster sull’ultima «provocazione» del Nord.

La reazioni

“Il lancio del missile nord coreano sul territorio giapponese è un atto di un’estrema gravità e costituisce una seria minaccia per la sicurezza dell’intera regione”. Lo ha ribadito il premier nipponico Shinzo Abe, garantendo la piena cooperazione militare con gli Stati Uniti e la Corea del Sud.
Dopo un colloquio telefonico con il presidente Usa Donald Trump, Abe ha spiegato che adesso non è il momento opportuno per il dialogo, ma non si può allentare in nessun modo la pressione sul regime di Pyongyang. I due leader hanno inoltre concordato sull’importanza della Russia e della Cina nella questione diplomatica nordcoreana.

Seul ha già risposto militarmente e avvertito che i test continueranno ci saranno rappresaglie: l’ultimo lancio è una “nuova flagrante violazione” delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu che, dopo il primo lancio di missili, il 4 luglio, aveva approvato un nuovo pacchetto di sanzioni.

La Cina che ha chiesto moderazione a tutte le parti coinvolte. Il commento è stato pronunciato da un portavoce del ministero degli Esteri di Pechino.

La Russia è “estremamente preoccupata” per la situazione. “C’è una tendenza all’escalation delle tensioni e siamo estremamente preoccupati per lo sviluppo generale”, ha detto il ministro degli esteri russo Sergei Riabkov, citato dall’agenzia Agenzia di stampa Ria Novosti. “La Corea del Nord ha dimostrato che le sue minacce alla base americana di Guam non sono un bluff” ha dichiarato Konstantin Kosachev, presidente della commissione Esteri della Camera alta del Parlamento russo.

Anche Indonesia e Filippine si dicono preoccupate

La condanna alla Corea del Nord arriva anche da Londra. “Indignato per l’imprudente provocazione della Corea del Nord. Condanno nei termini più energici l’ultimo lancio illegale da parte della Corea del Nord” ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson.

L’Indonesia, una delle poche nazioni che rapporti cordiali con la Corea del Nord da decenni, ha condannato il lancio: “Test missilistico non rispetta gli obblighi internazionali della Corea del Nord. La stabilità sulla penisola coreana è molto importante”, ha affermato il ministro indonesiano. Le Filippine, a capo quest’anno dei dieci Paesi che fanno parte dell’Alleanza delle Nazioni del Sud-Est asiatico, hanno espresso “grave preoccupazione”, esortando Pyongyang a fermare “tali provocazioni”. Il segretario agli Affari Esteri dell’Afghanistan, Alan Peter S. Cayetano, ha invitato la Corea del Nord a fermarsi: “provocazioni come quest’ultimo lancio di missili dovrebbero fermarsi per poter rendere possibile la creazione di un dialogo”.


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