Amianto nelle scuole, è allarme: 2.400 plessi risultano contaminati

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Quando manca poco all’avvio del nuovo anno scolastico, è allarme perché sono ancora troppe le scuole che contengono amianto: 2.400 secondo l’Osservatorio nazionale amianto. Ciò significa circa 300 mila persone esposte, tra studenti e addetti ai lavori.

A confermare questi numeri è il Censis e un rapporto di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica.

Un rapporto allarmante, che afferma che una scuola italiana su dieci contiene amianto. Trattasi però di una media, che potrebbe pure salire, considerando che il 15% si trova al Nord, mentre al Sud e sulle i dati raccolti sono insufficienti.

400 leggi sul minerale killer

Esistono più di 400 leggi nazionali e regionali che regolamentano il monitoraggio dell’amianto.

L’amianto è stato utilizzato massicciamente in Italia fino al 1992, quanto finalmente la legge 257 ne ha vietato estrazione, produzione e commercializzazione.

L’amianto è stato a lungo utilizzato in campo edilizio perché è un materiale molto resistente al calore.

Non a caso, si presta a molti utilizzi e lo troviamo nei tubi pluviali, nelle cisterne di acqua, nelle mura, nelle condutture idriche, nella pavimentazione in linoleum di palestre e, appunto, scuole.

Incubo mesotelioma

Il problema è che non esistono quantitativi oltre i quali l’amianto faccia male: basta anche una semplice fibra. Secondo i dati del ministero della Salute, ogni anno abbiamo in Italia circa 3mila vittime dell’amianto tramite il mesotelioma, tumore provocato solo da questo materiale.

A morire cominciano ad essere anche i docenti, per ora già 62. Ma il numero è sicuramente più elevato, perché le malattie asbesto-correlate hanno un periodo di latenza lunghissimo, anche di 30-40 anni.


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