Francia, tracce di Dna della piccola Maelys in un’auto: fermato 34enne

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La piccola Maelys de Araujo non si trova ancora, ma c’è un arrestato per la sua scomparsa. La bambina francese di 9 anni è sparita nel sud della Francia il 27 agosto scorso. In queste ore è stato arrestato un uomo di 34 anni già sospettato e in stato di fermo dalla scorsa settimana.

Tracce di Dna della bimba nella sua auto

L’uomo era stato rilasciato sabato ma secondo la procura risultati della polizia tecnica e scientifica ne dimostrano il coinvolgimento. Tracce di dna della piccola sono state trovate all’interno dell’auto dell’uomo, che ora è accusato di sequestro e detenzione di un minore.

L’uomo, un 34enne, era uno dei 250 invitati alle nozze e sulla sua auto la polizia scientifica ha ritrovato tracce di dna della bambina. Il proprietario poi aveva lavato l’auto il giorno dopo, spiegando che avrebbe dovuta venderla successivamente.

L’uomo ha fornito diverse giustificazioni, a cui però gli investigatori non credono: sostiene di aver lasciato i finestrini aperti la sera del matrimonio e che la bambina potrebbe aver toccato la strumentazione per gioco. Il 34enne, amico dello sposo, è accusato di sequestro di persona minore di 15 anni proprio alla luce dei risultati dell’indagine della polizia scientifica.

I cani poliziotto durante le ricerche hanno perso le tracce in un parcheggio: il timore degli inquirenti è che sia stata portata via in auto. Sono state interrogate circa 250 persone, tra cui tutti i 180 invitati alle nozze. Adesso la polizia sta anche rivedendo tutti i filmati delle camere di sicurezza della zona.

Gli elementi di colpevolezza

Nordhal L. era già stato fermato il 31 agosto scorso su segnalazione dei genitori di Maëlys De Araujo, ma poi era stato rilasciato. A destare i sospetti su di lui erano stati tre elementi: si era cambiato la camicia nel corso della serata, sulle mani aveva dei graffi («perché ho raccolto dei lamponi») e aveva lavato l’auto il giorno dopo il matrimonio, spiegando di doverla vendere. Le tracce di dna della bimba non erano state trovate nel corso delle prime analisi, condotte da un laboratorio privato incaricato dalla Procura. Sono invece emerse con l’utilizzo di una tecnica innovativa da parte dell’Istituto di ricerca criminale della gendarmerie francese.


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