Tecnologia e cucina, Bottura: “No cyber-chef, ma aiuto contro sprechi”

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La tecnologia salverà il cibo. La voce appassionata di Massimo Bottura viene dallo stand Grundig all’Internationale Funkausstellung Berlin, la più importante fiera europea dedicata all’elettronica. Lo chef, allergico all’uso della tecnologia in cucina, spiega che l’azienda tedesca è stata la prima a sostenere “Food For Soul” (associazione no-profit fondata da Bottura per combattere lo spreco alimentare).

Bottura, nonostante sostenga l’utilità della tecnologia in cucina, tiene a rimarcare il valore del lavoro di uno chef, paragonandolo ad un artigiano: “In cucina ci vuole creatività, le macchine possono aiutarci a ridurre gli sprechi – e ancora – I robot possono essere d’aiuto, ma la prerogativa di un cuoco italiano è maneggiare l’irrazionale”.

Critica, inoltre, i giovani dipendenti dalla tecnologia: “Vedo i giovani, invece, molto legati a tecnologie, show, velocità. Quando invece il nostro lavoro è basato sulla conoscenza, su ciò che si impara anche dai viaggi”.

Tecnologia sì, ma con le dovute precauzioni.

Bottura parla dei social e della televisione

Si dimostra più assertivo nei confronti dei social, in particolare Instagram: “Una volta mi sono indispettito, per giunta con una giornalista. Le ho detto: ‘questo piatto lo requisisco, lo rifaccio e te lo mangi subito’. Un piatto deve essere mangiato subito, altrimenti perde temperatura e consistenza”.

Un documentario sul suo ristorante, un altro sul Refettorio Ambrosiano di cui è co-fondatore: Bottura è un nome ricorrente su Netflix. “Sì, dopo l’episodio di “Chef’s Table” (dedicato alla sua Osteria Francescana) hanno acquistato da poco anche i diritti di “Theatre of life”, il racconto del nostro lavoro al refettorio di Milano “, rivela.

Non lascia scampo nemmeno alla televisione, definendola una trasmittente di falsi sogni, sostenendo che l’illusione data dai vari contest non rispecchierà mai la realtà: “Non bastano sei mesi di cucina in tv per diventare un grande cuoco”.


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