Papa in Colombia, accolto con entusiasmo: “Preghiamo per il Venezuela”

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Papa Francesco è stato accolto in Colombia con calore ed entusiasmo. Una folla ben che andava ben oltre le 700mila persone previste lungo i 15 chilometri del percorso che divide l’aeroporto militare di Bogotà dalla nunziatura apostolica. E’ stato accolto con musiche, danze e costumi tradizionali. Francesco ha stretto le mani e salutato alcune delle vittime del conflitto armato che per decenni ha insanguinato il paese

“Siamo molto grati al Papa per questa visita: è la quinta volta che ci incontriamo e abbiamo parlato di come piano piano si è evoluto il processo di pace. Gli ho detto quanto ci ha aiutato con il suo incoraggiamento, anche in mezzo alle difficoltà”, ha sottolineato il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos.

Incontro con le autorità del Paese

Bergoglio incontrerà oggi le autorità’ del paese nella visita al palazzo presidenziale in cui sarà a colloquio con Santos, e sarà quello il suo primo discorso della visita, prima della grande messa che celebrerà nel pomeriggio al parco Simon Bolivar.

In programma anche l’incontro con i vescovi colombiani e quello con il consiglio episcopale latino americano (celam): e in questo contesto spicca anche l’incontro previsto con i vescovi venezuelani a margine della messa. Il nodo del Venezuela  E proprio alla tragica crisi del vicino Venezuela, il Papa ha fatto cenno con i giornalisti durante il volo da Roma. “Sorvoleremo il Venezuela – ha detto -: vi chiedo una preghiera anche per il Venezuela percheè si possa fare il dialogo e percheè il paese ritrovi una bella stabilità con il dialogo con tutti”.

L’incontro con i giovani

All’arrivo in nunziatura, infine, bergoglio ha avuto il suo primo contatto con un gruppo di giovani. “Non perdete la speranza”, ha detto. “Non perdete l’allegria, il sorriso, andate avanti cosi'”, ha aggiunto ai ragazzi e ragazze che hanno ballato e cantato, a ritmo rap e della musica locale. “Nessuno vi rubi la speranza” “Ancora grazie per il vostro coraggio, non vi lasciate rubare l’allegria, nessuno ve la deve rubare, e che nessuno vi inganni ne’ vi rubi la speranza”, ha concluso Francesco.

La situazione in Colombia

Dopo il primo risultato concreto raggiunto un anno fa proprio grazie alla diplomazia dei vescovi locali e del Vaticano dell’accordo del governo con l’ex guerriglia delle Farc – principale movimento armato colombiano che ora, deposte le armi, si trasforma in partito con obiettivo le elezioni – quattro giorni fa è stato il presidente Juan Manuel Santos a dichiarare un cessate il fuoco bilaterale con l’ultimo grande gruppo ribelle attivo nel Paese, l’Esercito di liberazione nazionale (Eln). L’accordo, siglato nelle scorse ore a Quito, in Ecuador, dove sono in corso da febbraio negoziati, sarà in vigore per tutto il viaggio papale e dal primo ottobre prossimo fino al 12 gennaio del 2018.

In merito alla situazione del Venezuela, sui giornali argentini nelle scorse ore è uscita la notizia, non confermata, che il Vaticano avrebbe fatto ricorso a Raúl Castro per favorire un passaggio di testimone pacifico in Venezuela, sostituendo Nicolás Maduro con qualche esponente più moderato del chavismo, disposto a trattare con l’opposizione e a condurre il Paese alle urne entro il 2019. Ma la trattativa sarebbe fallita per la decisione dell’anziano leader cubano di non schierarsi a causa dell’opposizione dell’ala dura del Partito Comunista Cubano.


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