Indipendenza Catalogna: Consulta blocca il decreto per il referendum

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La Corte costituzionale spagnola, su richiesta del governo di Madrid, ha sospeso il decreto di convocazione del referendum del 1 ottobre firmato la notte scorsa dal presidente catalano Carles Puigdemont.

Ma il parlamento della Catalogna non arretra e approva la legge “di rottura”, che segna la procedura da seguire per la secessione in caso di prevalenza di sì nel referendum che però, a questo punto, è da considerare illegale secondo le autorità spagnole.

La decisione della Consulta

La Consulta ha dichiarato ricevibili tutti i ricorsi presentati oggi dall’esecutivo spagnolo contro le decisioni prese ieri dal governo e dal Parlamento catalani. La Consulta iberica ha anche intimato ai 947 sindaci catalani e ai 62 alti funzionari della Generalitat che non possono partecipare in alcun modo all’organizzazione della consultazione illegale.

Inoltre, i 12 giudici della Consulta spagnola hanno anche deciso che la sospensione della legge locale dovrà essere notificata personalmente, oltre al presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, a tutti i membri del ‘parlamento’ locale.

I giudici costituzionali spagnoli hanno di conseguenza sospeso anche la nomina dei cinque membri della commissione elettorale e le misure di organizzazione del voto decise dal ‘governo’ di Puigdemont. Il procuratore generale dello Stato José Manuel Maza ha annunciato di aver denunciato Puigdemont e i ministri catalani per disobbedienza, abuso di potere e malversazione di danaro pubblico: rischiano il carcere.

La sfida per l’indipendenza

I partiti indipendentisti che hanno la maggioranza assoluta nel ‘parlamento’ catalano hanno presentato formalmente con procedura urgente e richiesta di modifica dell’ordine del giorno la legge di ‘rottura’ dalla Spagna alla plenaria dell’assemblea di Barcellona, chiedendo che venisse esaminata e approvata.

La sfida finale sull’indipendenza lanciata la notte scorsa dalla Catalogna ha fatto precipitare la Spagna in quella che tutti considerano la crisi istituzionale più grave dalla morte del dittatore Francisco Franco nel 1975. Il premier Mariano Rajoy, dopo una riunione straordinaria del governo, ha denunciato alla Corte Costituzionale il decreto di convocazione del referendum firmato dal “president” Carles Puigdemont e da tutti i ministri catalani e la legge sul referendum adottata dal parlamento di Barcellona. Il referendum «non si farà», ha tuonato: «Farò il necessario, senza rinunciare a nulla, per impedirlo».

 


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