Stop alle bevande zuccherate, Assobibe: “basta smercio nelle scuole”

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Stop alla vendita di bibite zuccherate nelle scuole. Assobibe, che riunisce il grosso dei produttori italiani di soft drink, ha deciso di impegnarsi ad evitare la vendita diretta di bibite zuccherate nelle scuole secondarie italiane, perseguendo di fatto la linea tracciata dall’associazione europea di settore Unesda (Union of European Union – EU – Soft Drinks Associations) su scala continentale.

Stando agli ultimi dati Istat, saranno 3,3 milioni gli studenti italiani coinvolti per un totale di 14.800 istituti di scuola secondaria. Mentre in Europa gli studenti coinvolti saranno in tutto 40 milioni. Il provvedimento sarà pienamente operativo da fine 2018.

Nelle scuole secondarie saranno eliminate solo le bibite a zuccheri aggiunti, mentre saranno mantenute quelle a ridotto o nullo contenuto calorico (light, zero, senza zuccheri aggiunti, acqua in bottiglia), che non superino le 20 calorie per 100 ml.

Il duro colpo alle aziende

Per le imprese del beverage analcolico si tratta sicuramente di una mossa importante, in un momento in cui l’industria dei soft drinks non è certamente una delle più amate per la demonizzazione dello zucchero di cui fa ampio uso, in tempi di campagne pubbliche per una corretta alimentazione per prevenire l’obesità (anche infantile).

Se, però, i bar scolastici o i gestori di vending machine si approvvigionano presso grossisti e distributori terzi, non collegati ai produttori, possono tranquillamente continuare a inserire i prodotti “vietati” vanificando l’azione di Assobibe e Unesda. Associazioni che hanno come unica arma solo una “moral-suasion” tutta da testare sul campo. A monitorare l’applicazione di questa direttiva associativa saranno terze parti, come nel caso delle scuole primarie in cui fu coinvolta Price Waterhouse Coopers.

Un passo nella giusta direzione

L’iniziativa delle aziende del beverage può essere considerata un passo nella giusta direzione. L’ha definito così il Commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis all’Ansa: “Ma è importante porsi obiettivi più ambiziosi”, ha aggiunto.

Dal 2005 a livello Ue esiste un forum permanente. La piattaforma sulle diete e gli stili di vita sani che riunisce industria, Ong e istituzioni, nell’ambito della quale sono stati presi 300 impegni volontari per la promozione di corrette abitudini alimentari.


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